Ancora una buona notizia per la corsa alla vaccinazione di massa contro il Covid. L’Agenzia europea del farmaco (Ema) ha fatto sapere di “aver ricevuto richiesta di autorizzazione all’immissione condizionale in commercio per il vaccino contro il Covid-19 sviluppato da AstraZeneca e Università di Oxford“. In una nota, l’istituto sottolinea che la valutazione procederà con una tempistica accelerata e un parere potrebbe essere emesso entro il 29 gennaio, con la riunione del comitato scientifico per i medicinali per uso umano.

“Un lasso di tempo così breve per la valutazione” è possibile solo perché l’Ema ha già riesaminato alcuni dati sul vaccino durante una revisione continua, sottolinea l’agenzia. Durante questa fase, ha valutato i dati di studi di laboratorio (dati non clinici), i dati sulla qualità del vaccino (sui suoi ingredienti e il modo in cui è prodotto) e alcune prove sulla sicurezza e l’efficacia da un’analisi aggregata di dati clinici ad interim di quattro studi clinici in corso nel Regno Unito, Brasile e Sud Africa. Ulteriori informazioni scientifiche su questioni relative alla qualità, sicurezza ed efficacia del vaccino sono state fornite dalla compagnia e sono attualmente in fase di valutazione.

“Buone notizie. Astrazeneca ha presentato il dossier all’Agenzia europea del farmaco (Ema) per far autorizzare il suo vaccino in Ue. L’Ema valuterà la sicurezza e l’efficacia del vaccino. Una volta che il vaccino avrà ricevuto un parere scientifico positivo, lavoreremo a tutta velocità per autorizzare l’uso in Europa”. Così la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, su twitter ha esultato alla notizia.

Intanto in Italia è giuntoil primo carico di vaccini della casa farmaceutica Moderna. Poco dopo le 2 di notte, è arrivato al Brennero il furgone partito dal Belgio con destinazione Roma. Fino al valico il mezzo è stato accompagnato da guardie giurate, la scorta è poi passata al settimo reggimento carabinieri di Laives. Il viaggio è continuato lungo l’autostrada del Brennero verso sud, come era già avvenuto il 25 dicembre con la prima consegna dei vaccini Pfizer-Biontech.

Le 47mila dosi del vaccino Moderna in arrivo in Italia saranno consegnate alle Regioni che hanno gestito meglio i due lotti Pfizer precedenti. Tra i possibili criteri di valutazione anche logistica e personale sanitario messo in campo e la rapidità con cui le prime dosi sono state somministrate. Lombardia e Calabria sono le regioni che sono andate peggio per cui potrebbero rimanere senza fornitura. “Nessuna punizione e nessun allarme sulla mancanza di dosi – fanno sapere dal team di lavoro del commissario per l’emergenza Domenico Arcuri, raggiunto da Open – piuttosto un sistema pensato ad hoc per il caso di una fornitura molto piccola come quella arrivata da Moderna in questa prima tranche”.

Il vaccino Moderna dovrebbe proteggere dal coronavirus per almeno un anno: lo ha detto ieri agli investitori un alto funzionario della stessa società, secondo quanto riporta la Cnn. “La nostra aspettativa è che la vaccinazione duri almeno un anno”, ha detto Tal Zaks, direttore medico di Moderna, alla 39ma conferenza annuale di JP Morgan sulla sanità. La società, ha proseguito, dovrà verificare adesso se è possibile estendere la protezione con l’aggiunta di una terza dose. Attualmente il vaccino viene somministrato in due dosi a circa un mese di distanza.