Nessun dramma: solo una momentanea battuta d’arresto. Come d’altronde succede spesso in questi casi. E anche se non è stato chiarito quando riprenderanno i trial di AstraZeneca per il vaccino sperimentale anti-coronavirus, dopo lo stop causato da una reazione anomala su un volontario, la società punta allo stesso obiettivo: mettere sul mercato il prodotto “a fine anno o all’inizio del 2021”.

A dichiararlo Pascal Soriot, amministratore delegato del colosso farmaceutico che si è aggiudicato i diritti di produzione del vaccino elaborato dall’Università di Oxford. Non è chiaro quando il progetto possa ripartire a tutti gli effetti, ma Soriot è convinto che resti “in corsa per avere entro quest’anno una data” sulla richiesta di approvazione delle autorità sanitarie.

La notizia era stata data ieri dal New York Times: un volontario – dopo che il vaccino aveva superato con successo le prime due fasi – ha sofferto una sindrome infiammatoria che colpisce il midollo spinale. Un tipo di malattia che può essere provocata da un’infezione virale. Anche se non è stata confermata la natura di questa infiammazione, la sperimentazione è stata messa in pausa come succede in questi casi. Un portavoce dell’università ha dichiarato come “durante test su larga scala si verificano malattie per caso, anche se devono essere esaminate indipendentemente per controllare con attenzione”. I ricercatori hanno anticipato come si aspettano  altre pause prima di completare la sperimentazione.

Quello di Oxford è uno dei sette vaccini a essere entrati nella fase 3 di sperimentazione. La corsa al farmaco è diventata una questione geopolitica con Stati Uniti, Cina e Russia a tallonare il prodotto AstraZeneca. Secondo il Financial Times i trial riprenderanno già all’inizio della settimana prossima.