La sperimentazione del vaccino italiano ReiThera potrebbe andare avanti nonostante il blocco dei fondi da parte della corte dei Conti per la sperimentazione. La biotech di Castel Romano ha mandato una lettera ai 25 ospedali che in Italia stanno portando avanti la sperimentazione chiedendo loro di portare avanti le operazioni.

La notizia è stata riportata da Repubblica che segnala che il blocco dei 50milioni di fondi pubblici destinati allo studio non avrà impatto sul proseguimento delle sperimentazioni in fase tre. Per completare lo studio infatti ReiThera cercherà finanziamenti alternativi.

Un caso quello di ReiThera su cui il Governo sta ragionando. Sulla possibilità che si salvi il vaccino ‘made in Italy’ ReiThera contro Covid-19, dopo lo stop ai finanziamenti deciso dalla Corte dei Conti, “è chiaro che una soluzione dovrà essere trovata e quindi immagino ci si stia pensando, ma è in fieri. Il vaccino ‘fatto in casa’ è un’opportunità per il Paese”. Così Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute, ospite di ‘Radio anch’io’ su Rai Radio 1.

Se il vaccino italiano dovesse portare a termine la sperimentazione e poi approvato non solo potrebbe essere prodotto in casa, ma potrebbe anche essere venduto in altri paesi. Intanto Paolo Maggi, infettivologo dell’ospedale di Caserta che coordina uno dei contri di sperimentazione, ha spiegato di avere ricevuto da ReiThera l’autorizzazione di partire con la fase tre e di essere pronto all’inizio degli studi. La partenza della fase tre è subordinata all’ottenimento dei fondi e a un’autorizzazione formale per le quali comunque non ci sono ancora date precise.

Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.