Ospite dell’approfondimento quotidiano Sotto Torchio condotto da Aldo Torchiaro su Riformista Tv, il professor Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie Infettive del Policlinico San Martino a Genova, commenta l’evoluzione della pandemia: “Anche grazie alle vaccinazioni il covid fa molta meno paura di prima. I nostri ospedali e le terapie intensive si stanno svuotando. Ed anche l’indice Rt sta tornando ai livelli più accettabili. Non dobbiamo adesso molare soprattutto sulla campagna vaccinale. A settembre o ottobre quasi sicuramente dovremo fare una dose di richiamo”.

“Dobbiamo lavorare sulla psiche umana per ritornare a dove eravamo prima”. Insiste Bassetti. “Trovo molte persone offese nella psiche in questi due anni. Persone che non sono in grado di levarsi la mascherina. Che guidano l’automobile da soli con la mascherina. O addirittura sul cucuzzolo della montagna con la mascherina. Questi comportamenti sono sbagliati. Dobbiamo dirlo forte e chiaro: no, non lo devono fare. Oltre i fragili, gli anziani è giusto che il resto della popolazione torni ad una vita normale”.

L’infettivologo motiva: “Il Signore ci ha dato bocca e naso per respirare. Oltre il covid, tutti gli altri germi, funghi, protozoi che arrivano servono a far fare ginnastica al nostro sistema immunitario. Non si deve vivere nello scafandro”. L’intervista vira sui meriti e demeriti nella gestione dell’emergenza, Draghi meglio di Conte e Figliuolo meglio di Arcuri?: “Figliuolo meglio di Arcuri è vincere facile. Figliuolo ha fatto un lavoro straordinario. Se non ci fosse stato lui non avremmo avuto quella campagna vaccinale. Quindi grazie a Figliuolo e chi lo ha scelto. La gestione Conte della campagna vaccinale e dell’organizzazione delle mascherine è ampiamente rivedibile”. Richiesto di un parere sul ministro Speranza, Bassetti glissa con ironia: “Mi faccia un’altra domanda”.

L’intervista si concentra su peste suina e vaiolo delle scimmie. Tranquillizza il professor Bassetti: “Quello che sta avvenendo è quel che è sempre successo negli ultimi 40 anni. Il mondo ha pensato che interessandosi unicamente ai tumori, alle malattie metaboliche, alle malattie cardiovascolari si riuscisse a far vivere le persone più a lungo. Abbiamo chiuso il libro delle mattie infettive, dicendo ‘tanto abbiamo gli antibiotici’. Non è così. Dobbiamo tornare ad occuparci delle malattie infettive. Quello che accade oggi è l’occhio di bue che si è spostato dai tumori alle malattie infettive. Questi sono problemi che ci sono sempre stati. È l’attenzione mediatica che si sta spostando”.

“Il vaiolo delle scimmie è stato diagnosticato – prosegue – per la prima volta nel ’58. Il problema è che è contagioso da uomo a uomo: si trasmette con il respiro o a contatto diretto con le lesioni. Non dobbiamo allarmare le persone ma preoccuparcene noi sanitari. Al momento siamo a 150 casi nel mondo. Potremmo arrivare a qualche migliaio nel giro di poche settimane. Proviene dalle scimmie, dai roditori, da tutto un mondo animale da cui passa all’uomo. Purtroppo in questo caso siamo in presenza di un’infezione umana, senza poter conoscere un cespite iniziale”.

Sulla letalità: “Non è mortale. Anzi si autolimita. Di vaiolo delle scimmie non si muore: le vittime sono meno dell’1 per cento dei contagiati. Nel momento in cui dovesse crescere nei numeri, la platea interesserebbe anche i più fragili”. In un contesto pandemico ancora in fieri, il virologo interviene sul diktat delle mascherine: “Il governo è rimasto il più conservatore tra quelli europei, non fa onore alla campagna vaccinale. Continuare a tenere l’obbligo delle mascherine nelle scuole ad esempio, dove diventa anacronistico e fuori contesto, non ci rende onore. Difficile giustificarlo a livello europeo”.

Si discorre sulle simpatie dei gruppi No-vax per l’aggressione russa in Ucraina. Bassetti: “Quelli che più mi attaccavano sui giornali e in televisione oggi sono i primi filo-Putin. Credo che anche su questo, la nostra televisione e i nostri giornali non rendano merito alle competenze. Era tanto sbagliato che certi giornalisti e giuristi parlassero di vaccinazioni prima quanto adesso parlando di guerra adesso. Di guerra non ne hanno mai fatta, non sanno che cosa sia e forse non hanno neanche una grande cognizione di geopolitica. Anche la modalità di discutere verso il basso ci livella verso il basso”. Scherza il professor Bassetti, che nel Risiko televisivo da virologo diventa generale. Conclude sull’argomento: “Spero che in futuro non ci sia un partivo No-vax e Filo-Putin perché sarebbe davvero difficile spiegare alle persone da che parte stare. Rappresenterebbe una nuova variante nella mutazione genetica”.

Il virus è entrato anche dentro le carceri, nelle quali i detenuti hanno subito una critica gestione sanitaria. Se sia il caso di riparlare di amnistia e indulto, o comunque di una riforma profonda dell’istituto carcerario. Bassetti: “Non sono competente ma credo che oggi grazie alla vaccinazione, anche per la popolazione carcerata, la situazione sia migliore. Se si deve parlare di un indulto, o di un alleggerimento per il Covid, credo potesse avere senso due anni fa. Oggi francamente la situazione è molto migliore. La situazione odierna deve permetterci di parlare della possibilità di convivenza con questo virus”.

Si conclude sul voto referendario, atteso il prossimo 12 giugno. Bassetti: “Voterò anche a proposito della responsabilità dei giudici. Io quando sbaglio da medico ho qualcuno che mi giudica, pagandone le conseguenze. E credo sia giusto che quando un magistrato sbaglia ne paghi le conseguenze, esattamente come ogni altro cittadino”.

Bassetti: “Ho competenze per fare politica nel mio campo”

“Ho le competenze per far bene il mio lavoro. Il direttore di una struttura ospedaliera, consulente per la regione Liguria per quanto riguarda le problematiche Covid in qualche modo fa politica. Se si tratta di fare politica nell’ambito della materia di cui si è esperti ben venga”. Così l’infettivologo Matteo Bassetti a Riformista.Tv su possibile impegno in politica.

Se abbia mai pensato di far politica candidandosi, chiarisce: “Obiettivamente ho le competenze per far bene il mio lavoro. Se per politica si intende quella in ambito sanitario in qualche modo la sto facendo. Il direttore di una struttura ospedaliera, consulente per la regione Liguria per quanto riguarda le problematiche Covid in qualche modo fa politica. Se si tratta di fare politica nell’ambito della materia di cui si è esperti ben venga”. Poi l’appunto: “In Italia abbiamo bisogno di un richiamo forte alle competenze, che oggi in politica sono pochissime. Abbiamo dovuto far gestire la campagna vaccinale ad un generale dell’esercito, stiamo facendo gestire il ministero della Salute da un laureato in scienze politiche. Io credo che l’obiettivo 2030 del nostro paese dovrebbero essere le competenze e il merito”.