L’Italia che si prepara a diventare interamente Zona Bianca – l’area a minor rischio contagio – da lunedì, con l’ordinanza sulla Valle d’Aosta, unica a essere ancora in Zona Gialla, è alle prese con la variante Delta del coronavirus. L’ex variante indiana, che ha causato un’impennata dei positivi in Regno Unito e per il Centro Europeo per la Sorveglianza delle Malattie (Ecdc) destinata a diventare dominante fino al 90% in Europa entro agosto, si assesta al 16,8% dei contagi in Italia. È quanto emerge dalle prime segnalazioni delle ultime settimane, aggiornate al 21 giugno, monitorate dal Sistema di Sorveglianza Integrata covid-19 dell’Istituto di Superiore di Sanità che sulla diffusione della mutazione ha avviato un’indagine.

La variante di coronavirus dominante resta l’Alfa, al 74,92%. La Delta, e il suo sottotipo Kappa, è quindi segnalato in aumento dal 4,2% di maggio. “Dalla nostra sorveglianza epidemiologica emerge un quadro in rapida evoluzione che conferma come anche nel nostro Paese, come nel resto d’Europa, la variante Delta del virus stia diventando prevalente. Con la prossima flash survey avremo una stima più precisa della prevalenza”. Delta risulta essere più trasmissibile del 40,60% rispetto alla variante Alpha.

A confermare l’andamento dell’epidemia anche il ministro della Salute Roberto Speranza: “Sulla variante Delta avremo i risultati in una nuova ricerca, e questo ci consentirà di avere lo stato dell’arte. Questa variante diventerà dominante in tutta Europa e quindi pure in Italia”. A confermare l’andamento Emer Cooke, direttrice dell’Agenzia Europea del Farmaco (Ema). Il Presidente del Consiglio Mario Draghi ha richiamato alle precauzioni, a non prendere le riaperture e l’estate come un liberi tutti e ha sottolineato la pericolosità della variante Delta anche per la ripresa economica.

La variante nel Regno Unito, oltre ad aver portato al rinvio di tutte le riaperture dal 21 giugno al 19 luglio, ha soppiantato la variante Alfa: a oggi rappresenta il 95% del totale dei nuovi casi. I numeri sono aumentati del 46% in una settimana, ieri 16.700 contagi, non accompagnati da un aumento contestuale delle vittime. I vaccini, secondo dei report resi noti dalle autorità sanitarie britanniche e dal ministero della salute indiano, sono comunque efficaci: la loro protezione arriva al 90% a ciclo completo contro le ospedalizzazioni e quindi le forme più gravi del contagio.

“Una sola dose di vaccino non copre adeguatamente – ha avvertito il coordinatore del Comitato tecnico scientifico e presidente del Consiglio superiore di Sanità Franco Locatelli a SkyTg24. Si deve dunque accelerare con i vaccini, e va però completato il ciclo vaccinale. Delta “solleva preoccupazione perché è più contagiosa e può provocare patologie significative nei soggetti non vaccinati o in chi ha una sola dose di vaccino”. Locatelli ha quindi anticipato che si potrebbe ricorrere alla creazione di Zone Rosse per impedire e prevenire la diffusione dei cluster.

La sfida resta quella della campagna vaccinale. A oggi sono oltre 48 milioni e 316mila le somministrazioni condotte in Italia, più di 16 milioni e 947mila le persone che hanno ricevuto il ciclo completo, il 31,38% della popolazione over 12. Oltre due milioni e mezzo gli over 60 che in Italia non hanno ancora ricevuto il vaccino: questa la fascia sulla quale si concentrerà la struttura commissariale come anticipato nelle settimane scorse il generale Francesco Paolo Figliuolo.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.