Sabato 9 maggio, a partire dalle ore 15, presso lo storico Istituto Marcelline di via Quadronno, 15, a Milano, si terrà un importante convegno, dal titolo Vent’anni di Danza, Cultura e Vita, organizzato in occasione dei vent’anni del Progetto Arte Formazione e Cultura.

Al convegno, moderato da don Alberto Gastaldi, Direttore dell’Ufficio Scuola della Conferenza Episcopale Italiana, prenderanno parte, come illustri relatori, il Ministro dell’Istruzione e del Merito, prof. Giuseppe Valditara, la dott.ssa Simona Tironi, Assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia, suor Anna Monia Alfieri, Legale rappresentante dell’Istituto di Cultura e di Lingue Marcelline, autorevole esperta di politiche scolastiche, la dott.ssa Maria Chiara Parola, docente presso il settore ALTIS dell’Università Cattolica di Milano, esperta nella gestione avanzata della scuola pubblica paritaria. L’on. Giusy Versace – invitata, per sopraggiunti impegni non potrà presenziare all’evento – ha inviato un videomessaggio di saluto e di incoraggiamento. L’evento vuole segnare l’anniversario dei vent’anni del Progetto Arte Formazione e Cultura che l’Istituto ha avviato nel settembre 2006 in stretta sinergia con l’Accademia Ucraina di Balletto, nella persona della Direttrice, dott.ssa Caterina Calvino Prina.

Questo Progetto che arricchisce l’offerta formativa dell’Istituto di via Quadronno rappresenta un unicum all’interno del panorama nazionale, in quanto consente ai giovani aspiranti danzatori di seguire sia le lezioni coreutiche sia la scuola secondaria di primo grado ed il liceo linguistico all’interno del plesso dello storico Istituto, fondato nel 1854 dal sacerdote milanese, il beato Luigi Biraghi, fondatore della Congregazione delle Suore di Santa Marcellina. All’interno dell’Istituto si trova anche il convitto che ospita gli studenti, la più parte, proveniente da tutta Italia.

Il primo elemento che dà vita al Progetto è, dunque, la danza, la danza intesa come arte, come espressione, attraverso il linguaggio del corpo, di sentimenti da comunicare al pubblico. Per essere veri ballerini, occorre essere persone vere, solide, strutturate intellettualmente ed emotivamente. Per questo il ballerino deve avere un solido bagaglio culturale, deve potersi avvalere di una formazione culturale solida, deve essere formato e questa formazione può essere garantita solo da una scuola che sia tale a tutti gli effetti, che fornisce occasioni reali di crescita e di maturazione, senza ricorrere a vie più facili, sicuramente allettanti ma altrettanto deludenti. Attraverso la danza, viene la scuola: la scuola secondaria di primo grado prima, il liceo linguistico poi.

La formazione scolastica e la formazione coreutica devono, pur con le inevitabili difficoltà, essere viste come complementari e non separate. Danza e scuola si compenetrano, consentendo ad ogni studente di realizzarsi pienamente come persona. E’ un Progetto esigente? Certamente! Il Progetto, infatti, domanda a tutti gli attori coinvolti grande impegno, grande attenzione e grande disponibilità, perché attraverso lo studio della danza e dei contenuti disciplinari, attraverso il rispetto delle regole e della convivenza, la persona cresce con l’idea di essere inserita in un contesto all’interno del quale e per il quale esercita una responsabilità. Il Progetto Arte Formazione e Cultura, in sostanza, cerca di realizzare quello che troviamo scritto nell’ Introduzione alle Linee guida per l’insegnamento dell’Educazione civica: “(…) l’importanza di valorizzare i talenti di ogni studente e la cultura del rispetto verso ogni essere umano. Da qui il carattere fondamentale dei valori di solidarietà, di libertà, di eguaglianza nel godimento dei diritti inviolabili e nell’adempimento dei doveri inderogabili (…) L’importanza di sviluppare anche una cultura dei doveri rende necessario insegnare il rispetto verso le regole che sono poste per una società ordinata al fine di favorire la convivenza civile, per far prevalere il diritto e non l’arbitrio. Da qui l’importanza fondamentale della responsabilità individuale che non può essere sostituita dalla responsabilità sociale. (…) La scuola, unitamente alla famiglia e alle altre istituzioni del territorio, ha la responsabilità di supportare gli studenti nel percorso che li porta a diventare cittadini responsabili, autonomi, consapevoli e impegnati in una società sempre più complessa e in costante mutamento. In questo contesto è fondamentale l’alleanza educativa fra famiglia e scuola”.

La famiglia, infatti, è e rimane la prima agenzia educativa, la scuola esercita un ruolo di aiuto e di supporto, in una fase critica e decisiva della vita, come lo è l’adolescenza, l’adolescenza vissuta nel mondo di oggi che offre ai nostri giovani tante possibilità di crescita ma anche tante possibilità per autodistruggersi. Scuola e famiglia non possono arrendersi, non possono rinunciare al loro ruolo educativo che consiste anche nel mettere in guardia dai pericoli, consiste anche nel dire dei NO.  Questo è il capitale del Progetto, un capitale umano che guarda esclusivamente all’umano, all’umano nel suo momento più delicato: l’adolescenza.

La costruzione della soggettività giovanile si costruisce nelle relazioni con i pari, con i genitori, con gli insegnanti di danza e di scuola, con le tutor. Si tratta di relazioni che generano vita e cercano di far sì che lo studente al termine del percorso formativo di danza e di scuola sia in grado di dare il proprio contributo positivo alla realtà, perché non ha appreso solo competenze ma, attraverso le conoscenze e le competenze acquisite, si approcci responsabilmente alla realtà, con un atteggiamento critico che consente di discernere tra le diverse proposte che il mondo di oggi offre loro. La via dell’educazione alle relazioni e alla responsabilità rimane dunque l’unica via che conduce ad un reale cambiamento della società. Danza, cultura e vita, passione, conoscenza e testimonianza che una via diversa è ancora possibile.