Scusate se non vengo in tv a festeggiare la medaglia d’oro di mio figlio, ma lavoro come badante e stasera devo lavorare“, aveva detto ai giornalisti Veronica Desalu, la madre di Fausto, quando il figlio ha conquistato un oro, entusiasmando l’Italia.

Parole pregne di umiltà e dignità. Le parole della madre del campione olimpico sono la sintesi di una vita fatta di migrazione, sacrificio e integrazione per assicurare al figlio di salire sul podio più alto. Veronica Desalu è partita trent’anni fa dalla Nigeria per cercare una vita migliore, senza sapere una parola di italiano. Da sola, rimboccandosi le maniche ha crescita da sola il figlio campione in un piccolo appartamento di Casalmaggiore, borgo tra Cremona e Parma.

In una lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera, la mamma del campione racconta di essere arrivata in Italia al seguito del marito, che cercava una vita migliore per tutti noi. “Avevo già una figlia, che oggi ha 31 anni e vive in Africa, qui è nato Fausto ma due anni dopo suo padre ci ha mollati tutti di colpo ed è tornato in Nigeria. Sono stati momenti difficili“, ha raccontato al Corsera Veronica Delasu. La donna, trovatasi da sola, ha iniziato a lavorare nei campi, raccogliendo pomodori, nei caseifici come operaia e ancora in una casa di riposo.

Sacrifici necessari per consentire a Fausto di allenarsi per diventare il campione di oggi. “Fausto aveva cominciato con le gare di atletica, i dirigenti della “Interflumina”, la società di qui, si sono accorti che era bravo e pur di garantire che lui continuasse con lo sport mi hanno aiutato a trovare questa casa e un lavoro“, ha detto al Corsera. Fausto infatti esordisce in Nazionale a 18 anni e un giorno perché fino a quel momento non poteva essere cittadino italiano.

La passione per lo sport è nata in famiglia. La mamma di Fausto, quando era in Nigeria, giocava a basket, ma ha dovuto smettere. “Mia madre non voleva e mi diceva: ‘Sei un donna, se fai quelle cose non ti crescerà il seno e non avrai figli’. Così ho smesso”, ha raccontato al Corriere.

Andrea Lagatta