Il ‘Paziente uno’ torna a casa, il racconto di Mattia: “Tornato a respirare, la cosa più bella”

“Da questa malattia si può guarire, ma bisogna stare a casa perché la prevenzione è fondamentale; bisogna stare lontani anche dagli amici. Sono stato fortunato: sono stato curato, ora potrebbe non essere più possibile”. È l’appello carico di speranza di Mattia, il “paziente uno” contagiato dal Coronavirus, diffuso dalla Regione Lombardia dopo il suo ritorno a casa.

Il 39enne, manager di una multinazionale, ha trascorso un mese in ospedale, prima a Codogno e poi al San Matteo di Pavia, anche in condizioni critiche.

“E’ difficile dopo questa esperienza fare un racconto – spiega Mattia nel video trasmesso dalla Regione – Ricordo il ricovero nell’ospedale di Codogno dove mi hanno curato, poi mi hanno detto che per 18 giorni sono stato in terapia intensiva. Quindi sono stato trasferito nel reparto malattie infettive, dove ho avuto di nuovo contatto con il mondo reale e ho ricominciato a fare la cosa più semplice e bella: respirare”.