L'intervista
Pensioni, Cazzola: “Gli anziani sono quelli che spendono. Per farle crescere serve un sistema di opting out”
L’evoluzione demografica rappresenta una delle principali variabili strategiche destinate a influenzare la sostenibilità economica e sociale dell’Italia. Per questo il sistema pensionistico costituisce un elemento centrale dell’architettura economica del Paese, incidendo sulle scelte di risparmio delle famiglie, sulla formazione del patrimonio privato, sui consumi e sulla stabilità sociale. Giuslavorista esperto di politiche del lavoro e previdenziali, Giuliano Cazzola ha riflettuto sulla sostenibilità della nostra struttura pensionistica, sottoposta a pressioni sempre maggiori.
Negli ultimi decenni il sistema pensionistico è stato spesso descritto come un costo da contenere. Questa impostazione non rischia di trascurare la previdenza come infrastruttura economica e sociale?
«Una società che invecchia si porta appresso ciò che ha accumulato durante la vita in una fase economica che è stata molto più lineare di quella più recente. Si dice che l’Italia non è un Paese per giovani. Non è neanche un Paese per anziani. La Silver economy è destinata a prendersi uno spazio crescente nei consumi e negli stili di vita. I silver sono una componente fondamentale della spesa in beni e servizi, con un contributo stimato al PIL lordo di 655 miliardi di euro nel 2023, pari al 31,46% del PIL italiano».
L’Italia presenta livelli ancora modesti di adesione alla previdenza complementare. A suo giudizio, si tratta di un problema di incentivi, di fiducia nelle istituzioni o di una carenza di cultura finanziaria?
«Chi ha a disposizione la possibilità di una pensione di scorta non ne avverte il bisogno perché gli basta la prima e assume la previdenza complementare come un investimento in condizioni favorevoli. Chi ne avrebbe bisogno (in generale i giovani) non ha la cultura, ma soprattutto non dispone dei mezzi occorrenti».
Molti osservatori sostengono che il vero squilibrio del sistema non sia soltanto previdenziale ma demografico. Il dibattito pubblico italiano ha sottovalutato il legame tra natalità, produttività, immigrazione qualificata e sostenibilità delle pensioni?
«Sì, ma la prospettiva è ancora più inquietante. Nel giro di qualche decennio vi saranno 5-6 milioni in meno di persone in età di lavoro a fronte di 2,5 milioni di pensioni in più (i baby boomers). Il fenomeno è stato certamente sottovalutato, mentre si sopravvalutano le possibilità di rimettere in moto la natalità».
Crede che nei prossimi decenni sarà necessario ripensare anche l’intero rapporto tra formazione, lavoro, riqualificazione professionale e pensionamento?
«È lecito immaginare che gli italiani di oggi e dei prossini decenni potranno mantenere viva l’idea di investimento nel proprio futuro – e dare il loro contributo all’innovazione e allo sviluppo – solo se si avrà l’avvertenza di fornire, a un collettivo anagraficamente maturo, argomenti e occasioni per giudicare conveniente la scelta di mantenersi attivi».
Se dovesse individuare una singola misura capace di rafforzare la consapevolezza delle nuove generazioni, sceglierebbe una riforma normativa, un incentivo economico o un grande investimento nazionale in educazione finanziaria? E perché?
«La prima che ha detto. Il futuro richiede un mix di pubblico e privato tra loro integrati. Occorre stabilire che cosa il SSN assicura a tutti e che cosa una parte di popolazione deve provvedere da sé. Lo stesso vale per le pensioni future: una base garantita dalla fiscalità e il resto da acquisire tramite forme private collettive o individuali. Si tratterebbe di sperimentare modelli di opting out. Consentire ad un lavoratore di destinare al finanziamento di una forma di previdenza complementare una parte della sua contribuzione obbligatoria. Soprattutto se la pensione pubblica fosse nel sistema contributivo, come tra qualche anno sarà per tutti. Potrebbe distribuire il proprio rischio previdenziale su di una quota pubblica a ripartizione ed una privata a capitalizzazione, senza dover sostenere maggiori oneri».
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