Chiuse le indagini sul caso della presunta violenza sessuale ai danni di una studentessa diciannovenne di Milano lo scorso 16 luglio 2019 a Porto Cervo. È terminato infatti il lavoro della procura di Tempio Pausania, che accusa quattro amici ventenni di Genova di violenza sessuale in concorso: tra questi c’è anche Ciro Grillo, figlio di Beppe, il comico fondatore del Movimento 5 Stelle, oltre a Edoardo Capitta, Francesco Corsiglia e Vittorio Lauria. 

Secondo l’accusa dopo una serata al Billionaire di Porto Cervo, locale ‘simbolo’ della Costa Smeralda, i quattro giovani invitarono la studentessa e una sua amica in uno dei due appartamenti che la famiglia Grillo possiede al Piccolo Pevero.

Qui, come la vittima ha raccontato ai genitori, “mi hanno fatto bere per abusare di me… Mi ha violentato uno, poi a turno gli altri tre”. La ragazza, ricorda il Corriere della Sera, è assistita dall’avvocato Giulia Bongiorno, senatrice della Lega ed ex ministra della Pubblica amministrazione nel primo governo Conte, dove Carroccio e grillini erano alleati.

La studentessa denunciò tutto ai carabinieri di Milano il 26 luglio, con i militari che sequestrarono i telefoni dei ragazzi per far esaminare chat e video dai periti, di Procura, difensori e parte lesa. La difesa di Ciro Grillo, il suo legale è Enrico Grillo, nipote di Beppe, ha sempre ribadito che la ragazza “era consenziente”. 

Tesi opposta quella della 19enne, che al procuratore di Tempio Pausania Gregorio Capasso ha confermato il racconto già fatto ai carabinieri di Milano: disse ‘no’ alla richiesta di un rapporto da parte di un primo ragazzo del gruppo e poi venne stuprata dallo stesso e dagli altri tre amici. 

Lo scorso ottobre venne interrogata sul caso anche la moglie di Beppe Grillo, Parvin Tadjik, che quella notte dormiva nell’appartamento accanto a quello in cui si trovavano i quattro ragazzi e le due amiche. La compagna del fondatore del Movimento 5 Stelle disse però di non aver udito nulla.