“Gioelino vuole una sorellina, gli ho detto che anche io lo desidero da tempo ma deve decidere il papino”. A rivelarlo pubblicando uno screen di una chat WhatsApp è  Daniele Mondello, marito di Viviana Parisi, 41 anni, e padre di Gioele, 4 anni, scomparsi il 3 agosto 2020 a Caronia, in provincia di Messina, per poi essere ritrovati entrambi senza vita nel giro di una ventina di giorni.

L’uomo non si arrende e continua a chiedere verità e giustizia nonostante il gip del Tribunale di Patti, Eugenio Aliquò, ha accolto lo scorso novembre la richiesta della procura di archiviare il caso. Secondo la ricostruzione dei pm, che definiscono fantasiose le tesi della famiglia e dei legali, Viviana avrebbe prima ucciso il figlio per poi lanciarsi nel vuoto da un traliccio. Una versione che non ha mai convinto il marito che nelle scorse ore ha voluto aggiungere un ulteriore tassello a una vicenda dai contorni tutt’altro che chiari.

“Dopo il dissequestro del telefonino di Viviana – scrive sui social – ho potuto ripristinare WhatsApp e leggere i messaggi della nostra chat… questo è lo screenshot del 18 Maggio 2020. Vi sembra in linea con un individuo che voglia suicidarsi? Mia moglie amava la vita e pianificava una gravidanza. Altro che suicidio!” conclude Mondello. Il 13 novembre scorso, in occasione dei funerali di Viviana e Gioele, arrivati 15 mesi dopo la scomparsa, l’uomo attaccò duramente gli investigatori: “Non ho mai visto in tutta la mia vita un caso chiuso così con otto ipotesi diverse. Senza impronte e senza niente di concreto. L’ho detto e lo faccio: non mi fermerò mai. Ormai ho perso tutto e quindi non mi interessa niente, vado avanti fino alla fine. Lo dico anche al Procuratore Cavallo che continuerò fino alla mia morte. Mi hanno tolto tutto. Farò di tutto – aggiunge – per scoprire la verità”.

 

Secondo il procuratore di Patti Angelo Cavallo l’accoglimento da parte del Gip della richiesta di archiviazione ha “sostanzialmente confermato quanto da noi affermato nella richiesta di archiviazione e in particolare ha sottolineato che il quadro complessivo che è emerso: quello di una donna fragile che aveva più volte dato segnali pericolosi sottovalutati dai familiari, in particolare dal marito Daniele Mondello”.

Lo stesso Cavallo ha poi rivolto un appello a Daniele Mondello: “Spero che ora si metta la parola fine a questa vicenda dopo che anche il Gip ha rilevato come effettivamente fossero fantasiose le tesi della famiglia e dei legali di questa. E questo lo dice un giudice terzo come richiesto da loro e spero che quindi agiscano di conseguenza“.

Secondo il gip Aliquò la richiesta di archiviazione è frutto di “corpose risultate investigative” frutto di “un poderoso lavoro della Procura“. Il gip ha anche dato parere negativo a nuovi esami, con tecniche 3D, sui corpi di Viviana Parisi e del piccolo Gioele: a chiederli era stata la famiglia della donna tramite i legali.

Fantasiose per la Procura sono le seguenti tesi avanzate dalla famiglia Mondello. “Chiunque dica che con l’archiviazione qualcosa finisce, discute di cose che non conosce. Questo caso non può essere chiuso con una archiviazione perché non è un provvedimento idoneo ad assumere valore di cosa giudicata”, ha detto Claudio Mondello legale di Daniele Mondello. “L’archiviazione è un provvedimento inidoneo a mettere la parola fine su qualsiasi evento giuridico – aggiunge il penalista – questo in via preliminare, e in secondo luogo il giorno successivo alla discussione, quindi non rientra in questo decreto di archiviazione, Daniele ha presentato una nuova autonoma querela che riguarda i vigili del fuoco e la condotta degli stessi pompieri, che avevano il cadavere di Viviana sotto gli occhi già dal 4 agosto. Perchè le immagini del drone – chiede l’avvocato non sono mai state trasmesse in Procura? Se n’è accorta solo dopo uno dei consulenti dei magistrati, la dottoressa Somma, istituzione estranea ai vigili del fuoco. Il cadavere era lì sotto il traliccio. Ebbene – osserva il legale – dopo l’8 agosto 2020 tutta Italia sapeva che il cadavere era sotto il traliccio: quindi ci siamo sentiti dire, come scritto nell’archiviazione, che i vigili del fuoco non hanno dato comunicazione alla procura e alle autorità, ritardando così le indagini, perchè erano stanchi. Vi chiedo – chiosa Claudio Mondello – se fosse vostro figlio e scrivessero qualcosa del genere voi come vi sentireste?”.

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Napoletano doc (ma con origini australiane e sannnite), sono un aspirante giornalista: mi occupo principalmente di cronaca, sport e salute.