Fumata nera: il destino della Whirlpool e dei suoi 340 operai resta ancora appeso a un filo. L’incontro di ieri al Mise si è concluso con un nuovo rinvio a lunedì prossimo: il Governo ha promesso di presentarsi all’appuntamento con soluzioni concrete per scongiurare i licenziamenti, mentre gli operai hanno promesso una lotta senza sosta e nuove proteste. Nel frattempo, la procedura di licenziamento collettivo è congelata fino al prossimo 22 ottobre in attesa che il tribunale di Napoli si esprima sul ricorso per attività antisindacale promosso da Fim, Fiom e Uilm nei confronti della multinazionale americana. Convocato alle 10,30 di ieri mattina, il tavolo al Mise è iniziato con due ore di ritardo e con la marcia di protesta degli operai Whirlpool e di quelli dell’azienda di Ancona Elica.

Solo a Mezzogiorno si sono riuniti il viceministro dello Sviluppo Alessandra Todde e i sindacati. Assenti i vertici della multinazionale americana, mentre nel primo pomeriggio ha preso parte all’incontro anche il ministro del Lavoro Andrea Orlando, presenza richiesta a gran voce dagli operai nel corso dell’ultimo incontro. «Stiamo sondando la disponibilità dell’azienda a effettuare una transizione – ha spiegato Orlando – Abbiamo lavorato con il Mise per verificare la congruità di una soluzione che può essere più o meno ravvicinata nel tempo. Ci sono tante variabili – ha aggiunto – la prima riguarda la disponibilità della Whirlpool ad accompagnare questo percorso». Poi ha assicurato: «Garantiremo continuità occupazionale al fine di scongiurare i licenziamenti». Secondo quanto riferito dai sindacati, al momento sarebbero, dunque, due le opzioni possibili sul tavolo: anticipare la costituzione del Consorzio o costituire un altro soggetto finalizzato a traghettare i lavoratori verso il progetto di rilancio del sito, sperando in una collaborazione da parte di Whirlpool che dovrebbe confermare la disponibilità a effettuare la cessione di azienda.

Nel frattempo, l’idea del consorzio formato da sette aziende pronte a reindustrializzare il sito con un investimento di 87 milioni e la regia di Invitalia pare stia prendendo forma. «Va avanti il progetto estremamente serio del Consorzio – ha fatto sapere il viceministro Todde – La date annunciata dalla multinazionale del 15 dicembre (giorno della costituzione del consorzio e presentazione del Piano industriale per il riassorbimento del perimetro complessivo) è confermata». Fu l’amministratore delegato della Whirlpool Luigi La Morgia durante l’ultimo incontro a fornire la disponibilità dell’azienda ad accompagnare i lavoratori fino al 15 dicembre, ma solo a fronte di un accordo da sottoscrivere nelle prossime ore, all’interno della procedura.

Se da un lato una flebile speranza per l’ultima grande fabbrica di Napoli Est e i suoi lavoratori sembra riaccendersi, dall’altro gli operai, esasperati da due anni di battaglie, proteste, annunci e mediazioni chiedono chiarezza e ribadiscono che non indietreggeranno di un passo. «L’impegno del 25 ottobre – ha chiarito Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom-Cgil, uscendo dal Mise al termine dell’incontro – è per entrambi i ministri Orlando e Giorgetti di farci sapere quale provvedimento sarà preso per la continuità – e di illustrarci il piano del consorzio. I sindacati – ha aggiunto – vogliono sapere “cosa” si vuole fare del sito di Napoli e con quante persone. Poi ci diranno con chi. Sicuramente ci sarà Invitalia». Nella giornata di ieri il viceministro Todde ha confermato l’appuntamento a Napoli la prossima settimana per incontrare i lavoratori nello stabilimento. Gli operai, invece, hanno annunciato un nuovo presidio oggi davanti alla sede della Regione Campania. Nervi tesi e tutto da definire, non resta che aspettare e sperare nell’incontro di lunedì prossimo.

Nata a Napoli il 28 settembre 1992, affascinata dal potere delle parole ha deciso, non senza incidenti di percorso, che sarebbero diventate il suo lavoro. Giornalista pubblicista segue con interesse i cambiamenti della città e i suoi protagonisti.