Solo pochi giorni fa si era accesa una speranza per le sorti della Whirlpool di Napoli. Ieri, invece, ad accendersi è stato lo scontro tra sindacati, azienda e il consorzio di imprese coinvolto nel progetto di reindustrializzazione dello stabilimento di Via Argine. Il consorzio di aziende individuato da Invitalia e interessato a rilevare il sito Whirlpool di Napoli, infatti, non se l’è sentita di lanciarsi subito in questa nuova avventura e ha preso tempo: «Nessun accordo potrà essere sottoscritto relativamente alla continuità occupazionale con Whirlpool per il 15 ottobre prossimo», ha spiegato al tavolo del Mise Riccardo Monti che guida il pool di società interessate alla cessione.

Durante l’ultimo incontro era emerso un progetto di reindustrializzazione che coinvolgeva sette aziende e di fronte al quale la multinazionale americana aveva rinviato i licenziamenti a metà ottobre proprio per valutare le proposte presentata da Invitalia durante il confronto tra sindacati, azienda e istituzioni. Nello stesso tempo era stata definita un’agenda serrata di incontri per discutere dell’eventuale trasferimento di asset e personale. Niente da fare, ieri le aziende hanno fatto un passo indietro e i dirigenti Whirlpool hanno confermato la volontà di chiudere le operazioni di licenziamento dal 15 ottobre. «C’è bisogno di più tempo per definire il progetto», ha spiegato Riccardo Monti di fronte alla perplessità dei sindacati che avevano insistito nel chiedere un’intesa alla scadenza della procedura di licenziamento collettivo per garantire il passaggio dei lavoratori in continuità. Ancora una settimana, invece, e 300 lavoratori della Whirlpool si ritroveranno senza lavoro. La procedura di licenziamento si sarebbe dovuta chiudere il 29 settembre scorso, poi prorogata in attesa di sviluppi sul fronte industriale.

Per Whirlpool, comunque, «la scadenza della procedura non influisce sulla discussione relativa al trasferimento degli asset, che continua ad andare avanti continuamente e su base quotidiana». La “proroga” al 15 ottobre «è stata concordata con i sindacati e il Governo e congiuntamente si è decisa la data del 15 ottobre che intendiamo rispettare. Le due discussioni, persone e asset, sono separate», hanno puntualizzato i vertici della multinazionale. Il che lascerebbe aperto uno spiraglio per quanto riguarda il progetto di reindustrializzazione del sito di via Argine per il quale sono previsti investimenti per almeno 87 milioni di euro.

Certo è che il fatto che le imprese del consorzio abbiano preso tempo ha spento molti degli iniziali entusiasmi. Inclusi quelli del Governo e di Invitalia, che ora sta valutando la possibilità di impiego del fondo di salvaguardia per l’ipotesi in cui si dovesse trovare una valida modalità di utilizzo. Nel frattempo Mise e Ministero del Lavoro hanno chiesto al tavolo Whirlpool di considerare l’utilizzo degli ammortizzatori dopo il 15 ottobre. Non è ancora detta l’ultima parola, dunque, ma il lieto fine sembra sempre più lontano.

Nata a Napoli il 28 settembre 1992, affascinata dal potere delle parole ha deciso, non senza incidenti di percorso, che sarebbero diventate il suo lavoro. Giornalista pubblicista segue con interesse i cambiamenti della città e i suoi protagonisti.