La cassa integrazione non basta. Whirlpool, la multinazionale statunitense produttrice di elettrodomestici, ha deciso “dopo lunga riflessione” di avviare la procedura di licenziamento collettivo per i 340 operai dello stabilimento di Napoli.

A riferirlo è stato durante l’incontro convocato questa mattina al Mise, il Ministero dello Sviluppo Economico, l’amministratore delegato di Whirlpool per l’Italia Luigi La Morgia. Il dirigente di Whirlpool-Emea ha aggiunto che l’azienda è “consapevole della propria scelta, ma la procedura non deve essere una pregiudiziale. Restiamo il più grande investitore e produttore di elettrodomestici in Italia”.

Escludo dunque il ricorso alla cassa integrazione messa a disposizione del governo per evitare i licenziamenti. Una delusione per sindacati, operai e governo. Il viceministro Alessandra Todde ha chiesto alla multinazionale di rinviare i licenziamenti: “Abbiamo bisogno di tempo per irrobustire il percorso di reindustrializzazione, su cui stiamo lavorando quotidianamente. Quindi per l’azienda accettare la proroga della Cig, rinviando l’avvio della procedura di licenziamento, è una scelta che non pesa minimamente. Mentre per i lavoratori, per la città di Napoli e per il piano di rilancio su cui stiamo lavorando, fare questa scelta è assolutamente indispensabile”.

Preannunciano battaglia i sindacati. L’avvio della procedura di licenziamento collettivo, secondo la segretaria nazionale Fiom-Cgil Barbara Tibaldi, “interrompe il dialogo. È necessario utilizzare tutti ammortizzatori sociali necessari, rispettando così l’avviso comune siglato da Cgil- Cisl- Uil. Per quanto ci riguarda se Whirlpool mette in campo azioni offensive, sarà guerra”.

Azioni forti annunciate anche da Rosario Rappa, segretario generale Fiom-Cgil di Napoli: “Le lavoratrici e i lavoratori di Napoli risponderanno con forza e con iniziative esemplari. Con l’avvio della procedura di licenziamento collettivo annunciata oggi da Whirlpool, il dialogo con l’azienda da questo momento si interrompe. Ci aspettiamo un’iniziativa forte da parte del governo. Il governo non può limitarsi a prendere atto, deve intervenire”.

Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.