Per Patrick George Zaki scende in campo anche Scarlett Johansson. L’attrice ha pubblicato un video su Youtube nel quale chiede la scarcerazione immediata di quattro appartenenti all’ong egiziana per la difesa dei diritti civili Eipr. E tra questi c’è anche Zaki, lo studente egiziano dell’Università di Bologna in custodia cautelare con l’accusa di propaganda sovversiva sui social network all’inizio del 2020. “Parlare oggi in Egitto è pericoloso. Voglio sottolineare la difficile situazione in cui si trovano quattro persone ingiustamente arrestate per il loro lavoro con il quale combattono per la dignità degli altri: Gasser, Karim, Mohammad e Zaki dell’Eipr”, inizia con queste parole il video dell’attrice. Eipr sta per Iniziativa egiziana per i diritti personali.

Solanto lo scorso 22 novembre la custodia cautelare presso il carcere di Tora, Il Cairo, è stata rinnovata per altri 45 giorni, come confermato dalla sua legale Hoda Nasrallah. Questo l’esito dell’ultima udienza. Le accuse ai suoi danni sono di istigazione al terrorismo per alcuni post su Facebook. Il caso ha spinto Amnesty International a parlare di “accanimento giudiziario” e a chiedere “un’azione diplomatica” italiana “molto forte” sull’Egitto. I post incriminati sarebbero 10. Tra i reati contestati la “diffusione di notizie false”, “incitamento alla protesta” e “istigazione alla violenza e ai crimini terroristici”.

L’APPELLO – Gli altri tre detenuti citati dall’attrice sono Gasser Abdel Razek, direttore esecutivo di Eipr, Mohamed Bashir, direttore amministrativo. Karim Ennarah, responsabile unità giudiziaria. “Questi uomini – ha detto Johansson – hanno passato la vita a lottare contro l’ingiustizia e ora si trovano dietro le sbarre. Tutti affrontano accuse false che potrebbero portare a molti anni di prigione. In effetti, il loro unico ‘crimine’ è stato quello di difendere la dignità degli egiziani. L’Eipr lavora da anni instancabilmente e coraggiosamente in prima linea per proteggere e difendere i più vulnerabili, per riformare il sistema di giustizia penale rotto che semina il caos nelle vite di persone innocenti e per porre fine alla pena di morte”. L’attrice ha anche sottolineato “il coraggio di questi uomini che continuano il loro lavoro per difendere i diritti civili ad un costo personale così elevato” e spiega che “un governo veramente democratico celebrerebbe questi uomini, non li imprigionerebbe. Sono i migliori di noi”.

Non solo: l’attrice ha poi illustrato i casi delle quattro persone imprigionate, partendo da “Karim, che si è recentemente sposato, trascorrerà il suo 37esimo compleanno in prigione. Gasser ha detto durante una recente udienza in tribunale che gli sono state negate le coperte in una gelida cella di isolamento. La moglie di Mohammad ha un disperato bisogno di vederlo e, come alle altre famiglie, le è stata negata ogni visita. Zaki è stato torturato dopo che la polizia lo aveva arrestato all’inizio di quest’anno. Il dolore e l’angoscia delle loro famiglie sono inimmaginabili. Hossam Bahgat, uno dei fondatori (dell’Eipr, ndr), è sottoposto a divieto di viaggio e congelamento dei beni da quattro anni”.

“Il lavoro dell’Eipr – ha concluso Johansson – è una luce splendente per la democrazia e la libertà, non solo in Egitto e in Medio Oriente, ma per le persone di tutto il mondo. Oggi mi unisco al popolo egiziano e a molti altri in tutto il mondo e chiedo il rilascio immediato di Gasser, Karim, Mohammad e Zaki. E buon compleanno Karim; non sei solo”. L’attrice è apparsa in video con la voce rotta dall’emozione.

LA SITUAZIONE – Per i capi dei quali Zaky è accusato, lo studente rischia 25 anni di carcere. I legali dello studente 29enne insistono su un aspetto: i post sarebbero stati pubblicati da un account quasi omonimo ma diverso dal suo. A dare un altro indizio sulla gravità della situazione l’arresto degli altri tre detenuti, dirigenti dell’Iniziativa Egiziana per i Diritti Personali: tre arresti nel giro di

 

quattro giorni fino al 20 novembre. L’accusa: adesione a gruppo terrorista.

Redazione