Sul fronte rifiuti ci sono due novità, una potenzialmente positiva e l’altra potenzialmente negativa. Partiamo dalla seconda. Le piattaforme per lo stoccaggio di carta e plastica soprattutto, metalli e vetro, sono vicine alla saturazione e in Campania tra una settimana, al massimo dieci giorni, si prevede di raggiungere il livello massimo di capacità. Potrebbe voler significare l’interruzione delle operazioni di ritiro dei rifiuti urbani. È l’allarme lanciato dal Conai, il consorzio nazionale che riunisce i produttori di imballaggi. La pandemia da Covid 19 sta costringendo alla chiusura, ormai da quasi un mese, moltissime aziende e questo ha bloccato il flusso di materie prime seconde, cioè di quei materiali derivati dal recupero e dal riciclo dei rifiuti differenziati e non destinati ad attività produttive di carattere strategico.

Le giacenze di plastica, carta, vetro e metalli si stanno accumulando fino a superare i livelli massimi consentiti: si rischia di non poter più raccogliere questi materiali. Un rischio acuito dal fatto che sono temporaneamente chiuse le cartiere, sono ferme le aziende che lavorano la plastica riciclata, e sono in stand by in questo periodo anche le industrie che impiegano il vetro e quelle metallurgiche, ad eccezione dell’Ilva.

È uno scenario di immobilità e di incertezza che da emergenza sanitaria rischia di trasformarsi in una nuova emergenza rifiuti, andando a colpire un settore che soprattutto a Napoli e in Campania è sempre stato un settore delicato, complesso, e più volte legato a stagioni di criticità estreme. Per questo le preoccupazioni espresse dai produttori di imballaggi diventano segnali. In Campania sono una cinquantina le piattaforme per lo stoccaggio dei materiali frutto della lavorazione della raccolta differenziata e sono anch’essi in sofferenza a causa dei blocchi imposti dalle misure per contenere i contagi da Coronavirus.

Secondo le previsioni potrebbero resistere ancora una settimana o poco più, dopodiché si rischia la paralisi, con tutte le possibili conseguenze per la raccolta differenziata dei materiali riciclabili. Il problema rischia di diventare un problema diffuso a livello nazionale. Finora solo la Regione Lazio ha chiesto e ottenuto l’autorizzazione ad ampliare i livelli di stoccaggio per fronteggiare questa situazione di emergenza. Serve dunque un’autorizzazione da parte del Ministero per innalzare, almeno temporaneamente, i livelli di capacità delle piattaforme di stoccaggio. Fin qui, le notizie potenzialmente negative.

Quella che invece apre a spiragli positivi è una notizia che arriva dalla Cina. Non è ancora ufficialmente confermata ma gira con insistenza: riguarda la possibilità che l’Italia torni a esportare in Cina la plastica e la carta ottenute dal recupero e dal riciclo dei rifiuti differenziati, riprendendo le esportazioni che erano state interrotte nel 2018 quando il Paese asiatico impose restrizioni sulla qualità dei materiali determinando il blocco delle esportazioni di carta e plastica prodotte negli impianti italiani. Considerato che il mercato cinese assorbiva la maggior parte dei prodotti del riciclo italiani, si può facilmente immaginare come la riapertura del canale asiatico consentirebbe di sbloccare le piattaforme di stoccaggio e mobilitare i carichi in giacenza, rimettendo in moto il flusso con tutti gli effetti in termini pratici ed economici che ne conseguirebbero.

La pandemia da Covid-19 pare abbia infatti rinnovato i rapporti tra Italia e Cina, sicché i due Stati potrebbero trovarsi a condividere non più soltanto il dramma dei contagi e gli sforzi per la lotta al Coronavirus ma anche rinnovate intese in tema di materie prime seconde ottenute dal riciclo dei rifiuti. Si vedrà. Intanto, tornando ai più limitati confini cittadini, la raccolta dei rifiuti in città prosegue seppure con gli affanni dovuti ai lavoratori impiegati nel settore della raccolta dei rifiuti solidi urbani in quarantena preventiva dopo casi di positività al virus e al surplus di rifiuti da Covid destinati al termovalorizzatore. L’assessore all’Ambiente del Comune di Napoli Raffaele Del Giudice ha escluso la possibilità di blocchi del sistema di raccolta e assicurato l’impegno per gli interventi di igienizzazione che in questo mese hanno riguardato 1400 chilometri di strade, il 90 per cento delle vie della città.