Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris confida in un rilancio della città puntando sulla resilienza partenopea, sul mare e sul sole che “sono la nostra occasione”, come ha detto in un’intervista al Corriere del Mezzogiorno. L’economista Riccardo Realfonzo, professore di Economia politica all’Università del Sannio ed ex assessore comunale al Bilancio, frena questo entusiasmo. “Abbiamo problemi seri, è forse il caso di lasciare perdere queste sciocchezze. Il Coronavirus ha innescato una crisi gravissima, che determina blocchi della produzione e un drastico calo della domanda aggregata. Benché dal punto di vista epidemiologico la situazione si presenti meno grave a Napoli e nel Mezzogiorno rispetto al Nord, l’impatto della crisi economica non sarà meno duro. Tra l’altro Napoli e l’intero Mezzogiorno hanno subìto i tagli delle politiche di austerità e in questi anni i fondi europei sono stati sostanzialmente gli unici a disposizione, quando avrebbero dovuto essere addizionali. La crisi impatta su una economia cittadina particolarmente fragile, che ancora non va oltre dieci punti percentuali sotto il livello del pil realizzato nel 2008. E ora è arrivato il virus”.

Quindi, se non bastano il mare e il sole, di cosa avrebbe bisogno la città per un concreto rilancio?
“Per cominciare di buona amministrazione. E invece in questi anni, come attestano una serie di ricerche, la qualità dei servizi pubblici cittadini non ha fatto che peggiorare. Molto è dipeso dalla condizione di sostanziale dissesto del Comune che ha funzionato come la classica palla al piede dell’economia e della società cittadina. Ma serviranno notevoli risorse nazionali. Ora ci si sta concentrando su interventi finalizzati ad evitare il fallimento delle imprese e a sostenere le famiglie. Ma successivamente, una volta attenuatasi l’epidemia, occorrerà mettere in campo un piano di rilancio del sistema produttivo. Le proposte sulle cose da fare per rilanciare il sistema produttivo cittadino sono tante. Basta sfogliare il volume “Per una strategia di sviluppo della città metropolitana di Napoli”, prodotto dalla Scuola di Governo del Territorio con le Università della Campania, per trovare tante proposte che riguardano il sistema produttivo, le infrastrutture territoriali, l’ambiente”.

I finanziamenti stanziati dal governo basteranno?
“Per il momento il governo ha stanziato risorse per sostenere la liquidità delle imprese e aiutare le famiglie maggiormente in difficoltà. Ma l’anticipazione di 400 milioni per tutta Italia è poca cosa. La quota che arriva a Napoli e nel Mezzogiorno è certamente insufficiente. Con l’accentuarsi della crisi è facile prevedere l’aumento della povertà e un rischio criminale. Urge lo stanziamento di nuove risorse da destinare al rilancio del tessuto produttivo, con la speranza che il governo non voglia tagliare i fondi strutturali destinati al Sud per rimettere in moto il Nord”. La proposta di azzerare il debito del bilancio comunale può essere una soluzione o è un modo per scrollarsi di dosso responsabilità? “Al di là degli slogan, c’è sempre qualcuno che paga. Il debito è l’esito della pessima amministrazione di questi anni. Bisognerà chiarire le responsabilità, tirare una linea e ricominciare da capo”.