“Chiudere tutto e militarizzare” il territorio, perché il rischio in Campania è di “migliaia di morti”, mentre in Campania si è già raggiunto “il picco di inciviltà”. È l’appello-richiesta di Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania, tra i governatori più attivi dallo scoppiare dell’emergenza Coronavirus in Italia.

Fornendo poi alcuni numeri, il governatore campano ha aggiunto che ad oggi vi sono “750 contagi , 79 in terapia intensiva. La previsione è di 1.500 contagi entro il 29 marzo. Entro inizio aprile avremo 3.000 contagiati e 140 persone in ospedale”.

De Luca non ha mancato di polemizzare con il premier Giuseppe Conte e col commissario all’emergenza Arcuri, ex amministratore delegato di Invitalia nominato pochi giorni fa dal presidente del Consiglio. “Da Arcuri e Consip – ha rivelato De Luca – avevamo avuto la promessa di ricevere , entro fine Marzo, 400 tra ventilatori e caschi. Ad oggi solo 5 ventilatori sono arrivati. Non è arrivato nulla”.

Il governatore ha aggiunto, chiaramente, di pensarla “diversamente dal governo nazionale, mezze misure non risolvono il problema ma finiscono per aggravare le condizioni di vita dei cittadini”, spiegando che l’Italia “si rivela il paese del mezzo mezzo e del fare finta”.

De Luca ha chiesto alle autorità nazionali di assicurare “il massimo di tutela più che per i malati per i medici e per gli infermieri”. Il presidente della Campania ha infatti ricordato che “se arriviamo non all’8 per cento, ma 20-30 per cento dei contagi tra il personale medico, salta tutto”.

Senza mezze misure, come al suo solito, De Luca ha poi avvertito i giovani: “Ho sentito che ci sono persone che vogliono organizzare feste di laurea. Se le fate, manderemo i Carabinieri con i lanciafiamme”.

Coronavirus: il punto della situazione

🔴 #CORONAVIRUS: facciamo il punto su tutte le iniziative che stiamo mettendo in campo per fronteggiare l'emergenza.

Gepostet von Vincenzo De Luca am Freitag, 20. März 2020

L’ULTIMO BOLLETTINO CAMPANO – L’Unità di Crisi della Regione Campania comunica che giovedì sono stati esaminati presso il centro di riferimento dell’ospedale Cotugno 182 tamponi di cui 26 risultati positivi; presso il centro di riferimento dell’ospedale Ruggi d’Aragona 48 tamponi di cui 4 risultati positivi. Presso il centro di riferimento dell’ospedale San Paolo 39 tamponi di cui 9 risultati positivi, alla Federico II 48 tamponi di cui 4 risultati positivi, presso il centro di riferimento dell’Ospedale Sant’Anna 61 tamponi dei quali nessuno risultato positivo e infine al Moscati 40 tamponi di cui 8 positivi. Come per gli altri fino ad oggi esaminati, si attende la conferma ufficiale da parte dell’Istituto Superiore di Sanità anche per questi 51 tamponi tamponi. Sale il numero dei guariti: 30 (di cui 3 totalmente guariti e 27 guariti “clinicamente” cioè divenuti asintomatici per risoluzione della sintomatologia clinica presentata) come anche quello dei positivi che arriva a 108 su 699 tamponi eseguiti oggi. Il totale dei positivi in Campania sale a 749.