Torna la paura. “Nella zona di viale Marconi ogni giorno ne accade una: tra accoltellamenti, risse, rapine, la tensione è alle stelle. Siamo stanchi di vivere nell’eterno pericolo”. A parlare sono i commercianti e i comitati di zona nel gruppo “Sei di viale Marconi se…”. L’ultimo episodio è di ieri: un commerciante di Piazza Antonio Meucci a Roma ha riferito alla polizia che alle 4 del mattino, un uomo di etnia caucasica, si è presentato allo sportello per del cibo da asporto, chiedendo dei fazzoletti per tamponare una profonda ferita alla mano. Ottenuto ciò che chiedeva, il ferito si è allontanato a piedi. Sarebbe questo un ulteriore tassello per ricostruire il mistero del sangue e del coltello insanguinato ritrovati ieri mattina in piazza Meucci in prossimità via Oderisi da Gubbio. La macchia di sangue era vistosa e ha attirato l’attenzione dei passanti che hanno allertato gli agenti della polizia locale. La polizia scientifica intervenuta successivamente ha effettuato i rilievi e ha ritrovato nel cassonetto l’arma bianca chiusa in un sacchetto di plastica.
TROVATO IL COLTELLO
I commercianti della zona, pur non avendo idea di cosa possa essere accaduto, non sembrano stupiti di un possibile accoltellamento avvenuto in quel posto. «La mattina nell’area ci sono genitori con i figli – spiega un commerciante – ma la sera si riempie di persone di ogni genere e so di continue liti tra loro. Per mia fortuna qui ci lavoro solamente, e alle 19, tiro giù la serranda e vado via». C’è però anche chi ci abita e chi, per tipologia di attività commerciale, non può chiudere alle 7 di sera. «Quando usciamo dal locale in piena notte – dice un’altra commerciante -, in piazza c’è di tutto e non si può non avere paura».

Sofia Unica