La polizia iraniana nega di aver sparato contro i manifestanti durante le proteste di ieri in diverse città dell‘Iran per l’abbattimento dell’aereo di Ukraine International Airlines. Ad annunciarlo è stato il responsabile del corpo della polizia nella capitale Teheran, Hossein Rahimi, sostenendo che agli agenti “è stato al contrario ordinato di moderarsi”. I manifestanti iraniani infatti hanno sfidato la polizia, schierata in modo massiccio domenica sera per le strade di Teheran, per protestare di nuovo contro il governo. Sul web nelle ultime ore sono circolati svariati video che avevano mostrato la repressione e delle forze di sicurezza e almeno una donna colpita alla gamba da un proiettile e soccorsa da altri manifestanti. Nel video ottenuto dall’agenzia Ap si vedono delle donne ferite a terra, una di queste sarebbe stata ferita a una gamba da un colpo d’arma da fuoco. “Sanguina senza sosta”, si sente urlare dai dimostranti che la soccorrono, molti dei quali hanno il volto coperto per evitare di farsi identificare dalle telecamere di sorveglianza.

Alcuni agenti avrebbero inseguito armati gruppi di dimostranti, mentre testimoni dei cortei hanno denunciato la presenza di sangue sull’asfalto. Il portavoce del governo ha tenuto a chiarire nuovamente la questione del Boeing ucraino affermando che “alcuni responsabili sono anche stati accusati di menzogne e tentativi di insabbiamento della vicenda” dell’abbattimento del velivolo, “ma in tutta onestà non è stato così”, ha dichiarato Ali Rabiei.

LE PROTESTE – Dopo aver negato per tre giorni, Teheran ha ammesso di aver abbattuto accidentalmente l’aereo passeggeri ucraino che si è schiantato a Teheran, uccidendo tutte le 176 persone a bordo. Una svolta improvvisa, dopo che il governo ha ripetutamente respinto al mittente le accuse dei leader occidentali. L’aereo è precipitato mercoledì mattina, poche ore dopo che l’Iran aveva lanciato l’attacco missilistico su due basi irachene ospitanti truppe Usa, in risposta all’uccisione del comandante Qassem Soleimani in un raid americano a Baghdad. Dopo l’annuncio, migliaia di studenti e cittadini sono scesi nelle strade di Teheran, non lontano dall’ex ambasciata Usa, protestando contro il governo. L’agenzia semiufficiale Fars ha riferito che gli studenti del politecnico si erano organizzati per una veglia per le vittime, ma il clima è stato ben altro: rabbia. In piazza, hanno chiesto la rimozione dei leader responsabili della tragedia e il loro processo. Quando hanno invaso le strade, le forze dell’ordine li hanno dispersi, ma le proteste si sono inoltrate fino a violenti scontri.

Anche il generale Qassam Soleimani è finito nel mirino dei manifestanti iraniani. I dimostranti, che urlavano slogan contro il regime, hanno anche strappato i manifesti affissi per le vie che ritraevano l’ufficiale ucciso nell’attacco americano in Iraq il 3 gennaio scorso. Le proteste contro le bugie del governo iraniano sull’aereo ucraino caduto a Teheran, prima di ammettere che è stato abbattuto per errore da un missile.

Redazione