Alfredo Cospito deve restare detenuto in regime di 41 bis. Lo hanno deciso i giudici del tribunale di Sorveglianza di Milano rigettando la richiesta presentata dal suo avvocato difensore, Flavio Rossi Albertini, di concedere all’anarchico in sciopero della fame da 5 mesi il differimento della pena con la formula della detenzione domiciliare nell’abitazione della sorella, a Pescara.

Il collegio presieduto dal giudice Giovanna Di Rosa, presidente del Tribunale di Sorveglianza di Milano, ha inoltre rigettato la richiesta della procura generale milanese di collocare Cospito “in maniera stabile” nel reparto detenuti dell’ospedale San Paolo.

Nel provvedimento letto dall’Agi, lungo 8 pagine, si fa anche riferimento alla “strumentalità” dello sciopero della fame che “è assolutamente certa e ha dato corso alle patologie oggi presenti“. “Dagli atti risulta che la condizione clinica del detenuto è diretta conseguenza dello sciopero della fame che egli sta portando avanti fin dall’ottobre 2022“, si legge nel provvedimento firmato da Giovanna Di Rosa, presidente della Sorveglianza, e dalla giudice Ornella Anedda.

Si tratta, come dallo stesso affermato sia tramite il suo difensore, di una forma di protesta non violenta consistente nel comportamento volontario di rifiuto dell’alimentazione (con assunzione però di acqua, sale, zucchero, integratori, di recente questi ultimi rifiutati) per protestare contro il regime del 41 bis”, scrive ancora nel provvedimento il giudice.

Secondo il Tribunale, “l’attuale condizione di salute” di Cospito è “certamente gravemente compromessa” ma è anche “conseguenza dell’esercizio del suo diritto all’autodeterminazione attraverso il rifiuto, con scelta programmata, volontaria e autonoma, della nutrizione, affiancato alla dichiarazione delle sue motivazioni (contrarietà al regime speciale del 41 bis o.p.) e alla definizione degli obbiettivi auspicati (cessazione nei suoi confronti di quel regime speciale)“.

Per Flavio Rossi Albertini, difensore di Cospito, l’esito dell’istanza “era scontato, non confidavamo in alcun modo in questa iniziativa, rappresentava un passaggio obbligato per adire, anche sotto questo profilo, le giurisdizioni internazionali. Il caso Cospito è paradigmatico sotto molti profili dello stato di civiltà giuridica del nostro paese, chissà cosa ne direbbe Voltaire se fosse ancora vivo“.

Anche a Sassari rigettata l’istanza

Non solo Milano. Anche il tribunale di Sorveglianza di Sassari ha rigettato l’istanza di differimento pena in arresti domiciliari presentata per gravi motivi di salute dagli avvocati difensori dell’anarchico.

La decisione dei giudici è stata notificata questa mattina al pool della difesa.

(in aggiornamento)

Redazione

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