Un paziente con sintomi riconducibili all’Hantavirus sarà trasferito allo Spallanzani di Roma“. E’ questa la notizia che è stata pubblicate da diverse testate nella giornata odierna che ha subito generato allarmismo tra gli italiani sulla malattia. Si tratta però di un’informazione sbagliata e a chiarirlo è stato lo stesso istituto, smentendo l’arrivo del paziente in ospedale.

Lo Spallanzani fa chiarezza

La notizia trapelata, faceva riferimento ad un 25enne residente in Calabria, già in quarantena perché aveva viaggiato a bordo del volo KLM, dove era salita per alcuni minuti anche la donna olandese passeggera della nave da crociera MV Hondius, poi deceduta per Hantavirus. Lo Spallanzani fa sapere che, al contrario di quanto sostenuto dai giornali, non sarà il giovane ad essere trasferito in ospedale, bensì i suoi campioni biologici, così da permettere di effettuare gli esami chimici necessari a stabilire se sia o meno positivo all’Hantavirus. Al momento, come confermato dalla struttura romana, non vi sono pazienti ricoverati o in arrivo per contagio da Hantavirus. L’ospedale si dichiara inoltre in prima linea per la sorveglianza e la gestione di casi sospetti o accertati di Hantavirus.

La circolare del ministero

Nel frattempo, nella giornata di ieri il ministero della Salute ha firmato una circolare in cui chiarisce che “anche in assenza di un chiaro collegamento epidemiologico noto con il focolaio della nave MV Hondius o con casi confermati/probabili di infezione da virus Andes in aree endemiche, potrà essere considerata, dopo attenta valutazione infettivologica, l’esecuzione di indagini diagnostiche specifiche nei pazienti con quadro clinico compatibile, o quadro clinico non altrimenti spiegabile e risultato negativo agli accertamenti microbiologicamente routinari. In questo caso potrà essere contattato il medico reperibile dell’INMI Spallanzani attraverso il centralino 06.551701, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità (ISS). L’obiettivo, è quello di favorire l’identificazione precoce di eventuali casi sporadici o secondari di assicurare la tempestiva attivazione delle misure di sanità pubblica previste“.