Giustizia
Garlasco, tutte le nuove accuse contro Andrea Sempio: il video intimo, la chiamata a Chiara e l’infatuazione
Sono trascorsi quasi diciannove anni da quel 13 agosto 2007, in cui Chiara Poggi venne uccisa nella villetta della sua famiglia, a Garlasco. Una condanna definitiva, un colpevole, un solo nome: quello del fidanzato di Chiara, Alberto Stasi. Ma il caso Garlasco, allora come oggi, presenta molti più dubbi che certezze. Una prova schiacciante, inconfutabile, che collegasse Stasi all’omicidio di Chiara Poggi non fu mai rinvenuta, al punto che il ragazzo venne assolto sia in primo che in secondo grado di giudizio. Fu poi la Corte di Cassazione ad annullare la sentenza, disponendo un nuovo processo di appello, che, questa volta, condannò l’imputato a 16 anni di carcere. La condanna si basava su una serie di indizi che, analizzati nel loro insieme, consentivano secondo i giudici di superare il ragionevole dubbio in favore della colpevolezza di Stasi. Le scarpe troppo pulite, la ricostruzione dei movimenti del ragazzo quella mattina, parti del racconto di Stasi contraddittorie o incompatibili con gli accertamenti.
Tutte le nuove accuse contro Andrea Sempio
Nel corso degli ultimi anni, tuttavia, la Procura di Pavia ha seguito un nuovo filone investigativo. Un nuovo nome: quello di Andrea Sempio, amico di Marco Poggi, fratello di Chiara. Le indagini, come hanno ribadito gli inquirenti in questi giorni sono ancora in corso, ma ci sarebbero “elementi robusti” a sostegno della tesi che l’omicidio di Garlasco sia stato commesso da Andrea Sempio e da egli soltanto, senza alcun coinvolgimento di Alberto Stasi né di terzi. Tra gli elementi ritenuti centrali dai pm pavesi vi sono la compatibilità tra il DNA trovato sotto le unghie della vittima e la famiglia Sempio, nonché una traccia palmare, nota come “impronta 33”, potenzialmente riconducibile alla mano dell’indagato. Vi sarebbe poi, secondo quanto riportato dal TG1, una intercettazione risalente al 14 aprile 2025, nella quale Sempio avrebbe dichiarato di aver visto un video intimo tra Alberto Stasi e Chiara Poggi, nonché di aver sentito la ragazza al telefono, il che rafforzerebbe un possibile movente legato a una infatuazione di Sempio nei confronti della ragazza.
Sempio non ha risposto
Nella giornata di ieri, l’uomo è comparso di fronte ai magistrati, senza rispondere ad alcuna domanda, come preannunciato dai suoi legali. Si ritiene utile specificare a tale proposito che la facoltà di non rispondere è un diritto fondamentale di qualunque persona sottoposta a indagini e non implica in alcun modo una ammissione di colpevolezza. Non si è trattato tuttavia di un interrogatorio inutile, in quanto, gli inquirenti hanno mostrato a Sempio tutti gli elementi a sostegno della sua colpevolezza, raccolti in oltre un anno e mezzo di indagini.
Poggi ne sostiene l’innocenza
Gli avvocati dell’uomo sostengono che non vi sia nulla di nuovo o di inspiegabile nel materiale in possesso della Procura. Intanto, quello stesso materiale è stato illustrato anche a Marco Poggi, il quale però sostiene l’assoluta innocenza di Sempio. Le indagini andranno avanti, ma ciò che si può dire oggi è che la famiglia di Chiara, a diciannove anni dall’omicidio, non ha ancora una verità e che Alberto Stasi ha trascorso oltre 11 anni in prigione, senza che ancora si sappia se sia o meno colpevole. Il principio del ragionevole dubbio dovrebbe servire proprio a evitare che situazioni del genere accadano: nel dubbio, si assolve, non si condanna. E il dubbio, nel caso Garlasco, è l’unico vero protagonista.
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