Ha fallito nei processi delle stragi. Addirittura un nuovo iter processuale si é aperto 51 anni dopo sulla strage di piazza della Loggia del 1974, dove erano già stati condannati in due di Ordine nuovo (Carlo Maggi e Maurizio Tramonte) e assolti gli altri (sono state aperte quattro istruttorie e relativi processi con conseguenti tre gradi di giudizio l’uno e la sentenza dell’Appello del 2025 aggiunge ai due Marco Toffaloni all’epoca solo sedicenne e adesso cittadino svizzero), mentre sulla strage di piazza Fontana Freda, Ventura e Giannettini sono stati prima condannati, poi assolti, poi di nuovo assolti, in un progressivo ed incomprensibile sviluppo processuale durato quarant’anni. E si é concluso nell’ultima sentenza che certamente sono stati loro, ma non possono essere condannati perché sono stati assolti nel precedente processo. Groviglio inestricabile di plurime sentenze e di altrettanti processi che negli anni si sono succeduti.

Tutti i fallimenti della magistratura

Nella strage dell’Italicus (c’é stato anche un Italicus bis) sono stati condannati in Corte d’Appello Tuti e Franci di estrema destra e poi assolti in Cassazione. Anche qui confusione tra verità giudiziaria, certo influenzata da ambienti dei Servizi e dagli apparati deviati dello stato, da piste interne e internazionali, da organizzazioni segrete (P2, Gladio) e verità storica. Sulla strage della stazione di Bologna c’é invece una verità giudiziaria. Sono stati la Mambro, Fioravanti (che si dichiarano innocenti), Cavallini, Ciavardini e Bellini, terroristi di estrema destra finanziati dalla P2 di Gelli. Le ipotesi della pista palestinese é stata scartata. Insomma sulla strategia della tensione l’Italia in massima parte non ha avuto certezze. L’unica verità giudiziaria é stata raggiunta pochi anni fa con l’ennesimo procedimento contro Bellini che ha individuato magicamente anche il mandante attraverso un documento “Bologna” di Gelli più un numero di conto e all’interno le cifre dei versamenti che era peraltro già noto.

La Cia, il Kgb, il Mossad, i servizi palestinesi agivano quasi indisturbati

Vien quasi il dubbio che dopo la caduta del muro e poi dell’Urss anziché venir fuori in Italia le gravissime responsabilità di autori, mandanti, le connivenze sulle stragi compiute, si sia preferito gettare in pasto alla gente la questione di Tangentopoli. Esistevano ben altri misteri che non fossero quelli del finanziamento illecito alla politica. Non era difficile per la collocazione geopolitica dell’Italia nel tempo di guerra fredda individuare il segno di una o più matite di stampo internazionale che disegnavano il futuro dell’Italia dell’epoca a suon di bombe utilizzando terroristi di casa nostra. La Cia, il Kgb, il Mossad, i servizi palestinesi agivano quasi indisturbati nel clima infuocato degli anni settanta. Si controllavano e si combattevano nel suolo italico di confine tra Ovest ed Est e tra Nord e Sud. Probabilmente ancora non ci si salta fuori, compreso il caso Moro, perché si prescinde da questo. Più che individuare le responsabilità strage per strage si sarebbe forse dovuto individuare il segno che tutte più o meno le univa. Tranne la strage di Bologna, l’unica avvenuta in un contesto politico di ritrovata stabilità e con una presidenza della Repubblica accreditata dal popolo come quella di Pertini. Per questo gli obiettivi sfuggono a meno che non siano quelli di attenuare i ricordi e le tensioni per il caso Ustica, l’aereo abbattuto da un velivolo Nato o francese o da una bomba.

Il delitto di Meredith

Ma veniamo ai casi di cronaca nera più recente e che hanno avuto la più alta audience. Il delitto di Meredith avvenuto a Perugia il primo novembre 2007 ha ballato tra colpevolezza e innocenza poi decretata dalla Cassazione per i due fidanzati. L’iter é stato complesso, contorto, contraddittorio. Condannati in prima istanza, assolti in Appello, la Cassazione annulla l’assoluzione e rinvia alla Corte d’Appello che condanna (qui i genitori inglesi della Knox non capivano in quale civiltà giuridica vivessimo). Infine la Cassazione assolse i due. Ma la sentenza sostiene che l’unico colpevole Rudy Guesde, non aveva agito da solo. Chi sono i complici? Mistero.

Il delitto di Avetrana

Ad Avetrana il 26 agosto 2010 viene uccisa Sara Scazzi. In Assise, in Appello e in Cassazione vengono condannate all’ergastolo la cugina Sabrina Misseri e la madre Cosima. Ma c’è uno zio libero che si accusa del delitto della nipote e due donne in galera che si dicono innocenti. Dall’Appello alla Cassazione non é stato concesso alla difesa, il famoso avvocato Coppi, di leggere le carte, suscitando una vivace protesta e l’invio degli ispettori al tribunale di Taranto.

La Strage di Erba

A Erba Rosa e Olindo sono stati condannati per aver ammesso la paternità del quadruplice delitto compiuto il 12 dicembre 2006, e poi ritirato l’ammissione (l’unico che li accusa è il vicino di casa ferito gravemente dopo aver escluso una loro partecipazione alla strage). Ammissioni recenti sull’orario della strage escluderebbero la loro partecipazione secondo un’inchiesta giornalistica recente. Ma la revisione del processo é stata loro negata. Rosa e Olindo sono in galera da 19 anni. Colpevoli secondo la giustizia italiana, innocenti secondo la logica delle inchieste che si ripetono.

Il delitto di Garlasco

Ecco a voi Garlasco, un omicidio da anni vissuto in diretta e oggi rielaborato dalla procura di Pavia. Qui il tragico si mescola al grottesco. E il giudiziario va in diretta coi protagonisti in prima fila. Molto più di un film. Anzi é un giallo in due puntate, la prima opposta alla seconda. C’é una ragazza massacrata in casa il 13 agosto 2007, accusato il fidanzato Alberto Stasi, assolto in prima e seconda istanza, poi la Cassazione rimanda gli atti alla Corte d’Appello che lo condanna. Assolto due volte e infine condannato. In un altro paese civile non sarebbe accaduto. Come si può assolvere due volte e poi condannare una persona? Stasi é in galera da 15 anni ed ecco spuntare una seconda inchiesta pilotata da Milano e passata al tribunale di Pavia. Stasi non c’entra nulla. Non era neanche presente al momento dell’omicidio. È stato Andrea Sempio, un amico del fratello, invaghito di Chiara e che aveva visto un video intimo tra Chiara e Alberto. Ci sono prove, certezze, no, solo supposizioni. Impazzano giornali e tv, avvocati e Bruzzone varie. Cosa accadrà adesso? Ci sarà un altro processo? Se Stasi é innocente chi gli restituirà i 15 anni trascorsi in galera? Le indagini erano state fatte male, alcune manipolate. Salta fuori un magistrato che sarebbe addirittura stato comprato, uno scontrino falsificato. Un’altra storia di malagiustizia. Qui, addirittura di bis giustizia. O bis ingiustizia. La giustizia è un’altra cosa. Che sia il sistema giudiziario italiano che non funziona? Gli italiani hanno risposto no.