Il delitto
Così Sempio avrebbe ucciso Chiara Poggi. Dall’irruzione in casa alle 12 lesioni su cranio e volto
L’avviso di chiusura delle indagini notificato ad Andrea Sempio è il primo mattone alla riapertura del processo sul delitto di Garlasco, quello che mira a far dimenticare la condanna a 16anni di carcere inflitta ad Alberto Stasi sostenendo che il commesso oggi 38enne uccise con crudeltà Chiara Poggi la mattina del 13 agosto del 2007. Un documento che sviscera le aggravanti della crudeltà e dei motivi abietti, che precisa il numero di colpi (12 lesioni sul cranio e sul volto) e l’odio nato dal rifiuto a seguito di un approccio sessuale, e che soprattutto fa capo alla nuova ricostruzione dell’omicidio della villetta di via Pascoli che Procura e i carabinieri, grazie ai nuovi accertamenti svolti dal Nucleo investigativo di Milano, hanno tracciato nei minimi dettagli.
La ricostruzione del delitto: Sempio entra di nascosto in casa dopo l’allarme disattivato
Secondo i magistrati, Sempio sarebbe entrato nella casa senza farsi notare poco dopo le 9.12, orario in cui Chiara avrebbe disattivato per l’ultima volta l’allarme per far uscire i gatti. A quel punto sarebbe iniziata l’aggressione: il ragazzo, che secondo l’accusa indossava pantaloncini e canottiera ed era mosso da intenzioni di natura sessuale, avrebbe assalito Chiara. Il movente – di natura sessuale – troverebbe conferma anche in alcune sue frasi registrate da una microspia installata nella sua auto nell’aprile dello scorso anno.
L’inizio dell’aggressione e il trascinamento del corpo vicino alle scale
L’aggressione, stando alla nuova ricostruzione, sarebbe iniziata quasi subito nel soggiorno, tra i due divani vicini all’ingresso. In un primo momento Chiara sarebbe stata colpita a mani nude, forse con uno schiaffo, elemento che gli investigatori collegano a tre piccole tracce di sangue rinvenute in quell’area. La giovane avrebbe tentato di fuggire, ma sarebbe stata raggiunta e colpita di nuovo. L’assassino avrebbe quindi utilizzato un oggetto contundente trovato sul momento, forse il martello “a coda di rondine” scomparso dall’abitazione, infliggendo diversi colpi alla testa. In quella fase sarebbe stata lasciata una traccia importante: l’impronta insanguinata di una mano sinistra sul pavimento. Successivamente il corpo della vittima sarebbe stato trascinato per le caviglie verso il mobile del telefono; quando Chiara avrebbe provato ancora a difendersi, sarebbe stata nuovamente colpita. Infine il corpo sarebbe stato portato vicino alle scale che conducono alla cantina.
Gli ultimi colpi a Chiara e l’impronta sul muro
La nuova ipotesi investigativa sostiene che, mentre Chiara si trovava ormai sulle scale della cantina, l’aggressore sarebbe sceso di alcuni gradini per infierire ancora sulla vittima prima di tornare indietro. A quel punto si sarebbe fermato a osservare la scena e, per mantenere l’equilibrio, avrebbe appoggiato una mano al muro: secondo gli inquirenti, proprio in quel momento sarebbe stata lasciata la cosiddetta “impronta 33”, che ritengono attribuibile a Sempio.
La fuga di Sempio verso casa della nonna
L’ultima parte della ricostruzione riguarda la possibile fuga dell’assassino. Secondo carabinieri e Procura di Pavia, Sempio si sarebbe allontanato dalla villetta senza percorrere molta strada. Attraversando il canale situato dietro la casa dei Poggi e passando per strade laterali poco frequentate, avrebbe raggiunto l’abitazione della nonna Ernestina, che si trova a poche centinaia di metri di distanza.
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