Una partita per non dimenticare il sacrifico di due agenti di polizia morti in servizio a Napoli. Un Memorial, giunto alla sua quinta edizione, per ricordare Pasquale Apicella e Giovanni Vivenzio. Il primo, agente scelto, morto a 37 anni la notte del 27 aprile 2020 dopo essere stato travolto da un’auto sulla quale viaggiavano quattro uomini di etnia rom, residenti nel campo nomadi di Giugliano, che poco prima avevano tentato il furto dello sportello Atm di una banca. Il secondo, 54enne sovrintendente capo della polizia, morto all’ospedale Cardarelli di Napoli il 17 aprile 2021 in seguito alle gravi ferite riportate in un incidente in moto avvenuto lo scorso 6 aprile quando, insieme al collega Stefano Cascone, sono stati travolti da un’auto che non ha rispettato la precedenza. Il tutto mentre i due agenti della squadra investigativa del commissariato San Ferdinando si dirigevano in direzione Posillipo dove era stato segnalato uno scooter sospetto in fuga.

Ci sono partite che valgono molto più di un trofeo. Quella andata in scena nella tarda mattinata di venerdì 29 maggio allo stadio Maradona di Napoli, tempio del calcio partenopeo, è una di queste. A sfidarsi nella finalissima del Memorial le rappresentative dei commissariati di “San Ferdinando” e “Secondigliano”, protagoniste di un appuntamento che, da cinque anni consecutivi, unisce sport, legalità, territorio e memoria nel ricordo di Pasquale e Giovanni.

In questi cinque anni il torneo è cresciuto costantemente, trasformandosi in un simbolo di partecipazione collettiva e in un messaggio concreto rivolto soprattutto alle nuove generazioni: la memoria non deve essere soltanto celebrata, ma vissuta, condivisa e tramandata attraverso esempi positivi, valori autentici e momenti di comunità. Il ricordo dei due servitori dello Stato ha visto la partecipazione delle istituzioni, delle Forze dell’Ordine, del mondo associativo, del volontariato e della società civile, insieme ai familiari dei due poliziotti commemorati, in un clima di grande partecipazione emotiva e condivisione.

L’incontro ha rappresentato soprattutto un momento di altissimo valore umano e sociale, con la partecipazione di decine di giovani studenti. Una iniziativa capace di unire quartieri, generazioni e istituzioni sotto un unico messaggio: il ricordo di chi ha dato la vita per il bene comune non può e non deve essere dimenticato.

Redazione

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