La corte d’Assise di Napoli, presieduta dal giudice Lucia La Posta, ha inflitto 26 anni di carcere a Fabricio Hadzovic, e 18 anni ad Admir e Igor Hadzovic. Il primo era alla guida dell’auto che andò a schiantarsi contro la volante a bordo della quale viaggiava Lino Apicella provocandone la morte. “Omicidio volontario” il reato, e non “omicidio stradale”, come aveva provato a ipotizzare la difesa.

L’agente rimase ucciso la notte del 27 aprile 2020 sulla Calata Capodichino mentre, insieme con i colleghi, cercava di bloccare la fuga di tre ladri che, poco prima, avevano tentano di svaligiare lo sportello bancomat di una banca. Per i giudici della terza Corte di Assise i tre sono colpevoli, oltre che di omicidio volontario, anche di tentata rapina, tentato furto, lesioni dolose e ricettazione. “Tentarono di tutto, durante l’inseguimento, per cercare di liberarsi delle forze dell’ordine”.

La Corte di Assise ha parzialmente accolto le richieste dei sostituti procuratori di Napoli Cristina Curatoli e Valentino Battiloro, che hanno coordinato le indagini insieme con il procuratore aggiunto Rosa Volpe. Una sentenza più dura rispetto alla richiesta della procura, che era di tre ergastoli.

Secondo la tesi, sostenuta anche dai legali della famiglia di Apicella e della moglie, Giuliana Ghidotti, i tre avevano volontariamente causato l’incidente. La difesa, invece, aveva sostenuto che i rapinatori avessero cercato di schivare la volante, chiedendo quindi una condanna per omicidio stradale.

Riuniti dalle prime ore del mattino all’ingresso del Nuovo Palazzo di Giustizia di Napoli, i familiari e gli amici di Apicella hanno srotolato alcuni striscioni con scritto “L’amore per il prossimo fa la differenza. Giustizia per Pasquale Apicella” e “I ricordi felici del tempo che abbiamo trascorso insieme inondano il nostro cuore addolorato e si trasformano in lacrime. La nostra vita senza di te non sarà più la stessa. Ci manchi. Ciao Lino”.

Napoletano, Giornalista praticante, nato nel ’95. Ha collaborato con Fanpage e Avvenire. Laureato in lingue, parla molto bene in inglese e molto male in tedesco. Un master in giornalismo alla Lumsa di Roma. Ex arbitro di calcio. Ossessionato dall'ordine. Appassionato in ordine sparso di politica, Lego, arte, calcio e Simpson.