Una lettera straziante. Nella Apicella scrive sui social una sorta di invito a non dimenticare il fratello. Pasquale Apicella, agente della polizia di 37 anni, è rimasto ucciso da un incidente fatale nella morte tra il 26 e il 27 aprile. L’agente scelto, in servizio a Napoli al commissariato di Secondigliano, era intervenuto poco dopo le 4:00 insieme ai colleghi dopo la segnalazione di un furto in un istituto di credito in via Abate Minichini, nella zona di piazza Carlo III. Un incidente contro l’auto dei rapinatori si è rivelata fatale per l’uomo, che ha lasciato un bambino di sei anni e una neonata di tre mesi. 

“Ai miei amici di Facebook che stanno condividendo il nostro dolore: vi chiedo un aiuto a condividere queste mie parole affinché arrivino al cuore di chi farà giustizia per l’amore nostro.
Che si possano calare nei panni della moglie che non avrà più una spalla forte e il suo compagno di vita.
Che si possano calare nei panni di un bambino di 6 anni che dice dov’è babbo, quel babbo che purtroppo noi non possiamo più dargli.
In una bimba di appena 4 mesi che non conoscerà il suo babbo e il cuore grande che aveva ma gli rimarranno solo delle foto.
Che si calino nei panni dei nostri genitori che l’hanno cresciuto con tanto amore e sacrifici e sono bastati pochi secondi per portarglielo via per sempre.
Che si calino in noi le sue sorelle che non abbiamo più quel fratello MASCHIO che è sempre lì pronto a proteggerti, e questa volta noi non abbiamo potuto far niente per proteggerlo.
Vi prego mettetevi nei miei panni che non avrei mai pensato che a 29 anni ho dovuto dargli l’ultimo bacio in un obitorio, lì disteso, che ha dato la sua vita per la giustizia e per far rispettare la legge.
Vi prego fate in modo che il suo sacrificio non sia dimenticato e non sia stato invano per tutti noi e quelli che come mio fratello hanno creduto nella giustizia.
Per noi nulla tornerà più come prima e questi sorrisi li hanno spenti non fateci morire per la seconda volta.
VI PREGO”