Quattro anni, quatto governi, quattro commissari, ma una ripartenza che stenta ad arrivare. Sono passati quattro anni dal terremoto che ha semi-distrutto la città di Amatrice e i comuni limitrofi e dopo quasi 1500 giorni la situazione è ancora critica nella zona del Reatino, dove alle tre di notte di quel 24 agosto del 2016 un terremoto di magnitudo 6 e il suo boato scatenò la distruzione tra Accumoli, Arquata del Tronto, Ussita e altri centri della zona.

A quattro anni da quel sisma il processo di ricostruzione stenta a decollare. Alcune frazioni, pur se ‘liberate’ dal grosso delle macerie, sono ancora oggi disabitate e ferme a quella notte infernale.

Secondo i dati della Regione Lazio sono 550 i cantieri privati già avviati, ai quali sono stati concessi oltre 110 milioni di euro. A questa cifra si dovrà aggiungere altri 55 milioni, in fase di approvazione, per far partire entro l’anno altri 600 progetti.

Sul fronte della ricostruzione pubblica sono invece 120 gli interventi in fase di progettazione, alcuni di questi hanno già visto avviare le gare d’appalto per l’affidamento. Tra questi, ad esempio, c’è l’ospedale Grifoni di Amatrice o il cimitero monumentale di Accumoli. Entro Natale dovrebbero essere oltre cento gli appartamenti di edilizia abitativa, ultimati o in fase di ultimazione, che verranno consegnati ad altrettante famiglie.

Oggi è prevista la celebrazione commemorativa organizzata ad Amatrice, alla quale sarà presente anche il presidente del Consiglio Giuseppe conte e il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti.

IL MESSAGGIO DI MATTARELLA – “Nonostante tanti sforzi impegnativi, l’opera di ricostruzione dei paesi distrutti – da quel sisma e da quelli che vi hanno fatto seguito in breve tempo – è incompiuta e procede con fatica, tra molte difficoltà anche di natura burocratica”. Lo afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio in occasione del quarto anniversario del terremoto che colpì il Centro Italia. “Nello spirito di solidarietà, fondamento della nostra Costituzione, la Repubblica – in tutte le sue istituzioni, territoriali e di settore – deve considerare prioritaria la sorte dei concittadini più sfortunati colpiti da calamità naturali, recuperando, a tutti i livelli, determinazione ed efficienza”, si legge nella nota del Quirinale.

“Il pensiero che si rinnova va, anzitutto, alle vittime e ai loro familiari. E ai tanti che hanno perduto casa o lavoro – e spesso entrambi – in quella notte drammatica”. “Nella triste ricorrenza del quarto anno dal gravissimo terremoto che provocò nell’Italia Centrale più di trecento vittime e oltre quarantamila sfollati, desidero ancora una volta esprimere ai cittadini di Amatrice, Accumuli, Arquata, Pescara del Tronto e delle altre zone colpite, vicinanza e solidarietà”, conclude il presidente.

LA VISITA DI CONTE – A margine della cerimonia di commemorazione a quattro anni dal sisma ha parlato anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che ha sottolineato come l’esecutivo sta creando “le premesse per procedere molto più speditamente rispetto al passato”. Il problema, rileva il premier, è anche “il rischio dello spopolamento, quindi è anche una corsa contro il tempo. Dobbiamo fare presto contro il rischio spopolamento di queste aree”.

Parlando della ricostruzione quindi Conte riconosce che “andava modificata la disciplina vigente. Adesso si può ricostruire anche qui nel centro storico nella logica di una ristrutturazione edilizia e non di nuove costruzioni altrimenti era impossibile procedere. Per quanto riguarda la ricostruzione privata -rosegue il premier – abbiamo fatto diversi interventi, valorizzando anche l’apporto dei professionisti. Abbiamo compreso che per accelerare le procedure bisognava valorizzare le autocertificazioni e mi dicono anche che c’è stata un’ultima ordinanza che ha consentito anche a 8000 domande pendenti di essere trattate con la nuova disciplina accelerata”. Quanto ai cittadini e ai familiare delle vittime, “hanno completamente ragione. Noi siamo qui per ascoltare e per fare sempre meglio. Le istituzioni devono agire nel migliore tutela delle comunità locali”.