Sono almeno nove le vittime registrate fino ad ora dalle autorità in una scuola di Kazan, città russa capitale del Tatarstan, circa 700 chilometri a est di Mosca. La sparatoria è avvenuta nella scuola numero 175 di Kazan: la maggior parte delle vittime sarebbero bambini e adolescenti, ma anche insegnanti, col bilancio dei decessi che continua a salire col passare dei minuti. Alcune delle vittime sono morte nel tentativo di scappare all’assalto armato lanciandosi dal terzo piano dell’edificio che ospita la scuola.

A compiere la strage è stato il 19enne Ilnaz Galyaviev, ex alunno della scuola. Nelle prime ore le agenzia di stampa russe avevano riportato che ad agire erano state due persone, giovanissimi di 17 e 19 anni, col complice di un complice, anch’egli armato, ucciso dagli agenti di polizia mentre era barricato nel quarto piano. Notizia poi smentita quando è stato ricostruito l’accaduto.

Decine le ambulanze intervenute all’esterno della scuola, come riferito dal Ministero della Sanità, col ministro Marat Sadykov intervenuto personalmente sul luogo della strage che ha provocato almeno 30 feriti.

Ero in classe. Prima ho sentito un’esplosione, poi degli spari“, ha raccontato un docente della scuola presa d’assalto dall’irruzione dei due assalitori all’agenzia Interfax. Uno dei due sarebbe entrato nell’istituto dall’ingresso principale con un’arma automatica, iniziando immediatamente ad aprire il fuoco. “Abbiamo sentito un’esplosione e abbiamo visto del fumo alzarsi dalla scuola”, ha spiegato un secondo testimone a Ria Novosti.

Pur non essendo ancora chiaro il movente che ha spinto Galyaviev  ad assalire l’edificio scolastico. Su Telegram circola però un video che mostra il 19enne interrogato dalla polizia che lo tiene attualmente in custodia: nel filmato Galyaviev dice di “odiare tutti” e di “essersi reso conto due mesi fa di essere dio: messuno me lo ha detto, me ne sono accorto da solo”. Sempre su Telegram l’ex studente della scuola presa di mira aveva annunciato le sue intenzioni di “uccidere un gran numero di spazzatura biologica”.

La strage avvenuta a Kazan ha avuto immediati risvolti politici. Il presidente russo Vladimir Putin ha chiesto una stretta sulle regole che regolano la concessione del porto d’armi ai cittadini. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha chiarito infatti che “il presidente ha ordinato uno sviluppo urgente per il tipo di armi che possono essere date alla popolazione civile, tenendo conto di quella utilizzata nella sparatoria di Kazan”

Laureata in relazioni internazionali e politica globale al The American University of Rome nel 2018 con un master in Sistemi e tecnologie Elettroniche per la sicurezza la difesa e l'intelligence all'Università degli studi di roma "Tor Vergata". Appassionata di politica internazionale e tecnologia