Un articolo su Avantionline dal titolo “Le manovre terzopoliste. I socialisti sono a sinistra” rilancia la posizione “ortodossa” del socialismo italiano o, per meglio dire, del socialismo tascabile del PSI: “…scegliendo di collocarci là dove sono posizionati i socialisti di ogni parte del mondo, ossia all’interno dell’alleanza che riunisce le forze progressiste di questo Paese”. È un cortocircuito linguistico: tutti i socialisti del mondo sono nell’alleanza che riunisce le forze progressiste di questo Paese? Ma siccome siamo garantisti anche con la sintassi, crediamo l’autore volesse dire “tutti i socialisti del mondo stanno a sinistra”. Ma con chi stanno a sinistra? In Francia, ad esempio, sono alternativi al barricadero Mélenchon, indicato da molti nel campo largo come un modello da seguire, e hanno trovato in Raphaël Glucksmann il loro candidato (a due tornate di europee e probabilmente all’Eliseo).

Nella storia ci sono stati socialisti frontisti (che volevano stare a qualsiasi costo con i partiti comunisti) e altri autonomisti. Ognuno scelga la continuità che preferisce. Furono autonomisti senza dubbio Turati, Matteotti, Nenni (almeno da un certo momento in poi), Saragat, Craxi. Quest’ultimo portò i socialisti al governo del Paese, alleato della DC e delle forze laiche “centriste” e osteggiato – anche violentemente – dai comunisti. Autonomista non fu Otto Grotewohl, leader socialdemocratico della Germania est, la cui stretta di mano al suo parigrado comunista fu immortalata nel simbolo del partito unificato. Il suo sodale Max Fechner, parimenti frontista, alla prima critica al regime fu dichiarato “nemico dello Stato e del partito” e incarcerato. Esempio eccessivo? Ma non viene in mente una volta in cui il frontismo abbia giovato ai socialisti, o ai cittadini se è per questo.

Nell’articolo il PSI è indicato come continuatore “di fatto” della storia socialista. Va capito di quale storia. Noi crediamo che serva un socialismo riformista, liberale e autonomista. Con la priorità di riportare in Europa gli stipendi italiani. Voi siete invece liberi di stare nel campo largo, sullo stesso palco dove si riesuma la scala mobile (battaglia del PCI contro i socialisti, ricordate?), dove si esulta per la mancata riforma della giustizia e dove Conte spiega che la minaccia russa è una costruzione. Ammesso che vi facciano salire: finora non è stato così.

Tomaso Greco

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