Esteri
Ben-Gvir è un personaggio infimo, ma Israele è una democrazia: saranno gli elettori a mandarlo via
Come ha detto il Presidente Sergio Mattarella, Itamar Ben-Gvir è un personaggio infimo. E, senza giri di parole, anche squallido. Su questo non c’è — né dovrebbe esserci — alcuna ambiguità. Personaggi come lui non fanno altro che danneggiare, e pesantemente, la causa e l’immagine di Israele. Ma il punto che viene sistematicamente trascurato nel dibattito italiano di queste ore è un altro. E cioè che Ben Gvir non rappresenta il governo israeliano. Lo dimostrano, per chi avesse ancora dubbi, la durissima dichiarazione del ministro degli Esteri israeliano e quella, altrettanto netta, del premier Benjamin Netanyahu.
Eppure questo elemento decisivo viene ignorato nella polemica pubblica, come se non esistesse. Viene da chiedersi il perché.
Israele è una democrazia: saranno gli elettori a mandarlo via
Israele, certo, resta una liberal-democrazia. Lo dimostra il fatto che tra poche settimane il popolo israeliano sarà chiamato a libere elezioni. E c’è da sperare che i partiti rappresentati da Bezalel Smotrich e Ben Gvir ricevano una sonora lezione dagli elettori. È un “lusso” democratico — quello di lasciare che il popolo si esprima liberamente, nelle urne e ogni giorno nello spazio pubblico — che in molti Paesi di quella parte del mondo semplicemente non esiste. Dove gli oppositori politici vengono messi a morte. Gli attivisti della Flotilla avevano tutto il diritto di manifestare pacificamente. Così come Israele aveva il diritto di respingerli. Forse sarebbe stato preferibile farlo nelle proprie acque territoriali, o nelle immediate vicinanze, evitando ulteriore tensione. Ma la libertà di manifestare la propria opinione — sacrosanta — vale per tutti. Vale anche per chi, tra cui il sottoscritto, pensa che a molti di quegli attivisti dei “bambini di Gaza” importi ben poco e che siano invece accecati da un odio ideologico verso Israele. Nulla di più.
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