Recapitata all’ex segretario del sindacato Fim-Cisl Marco Bentivogli una busta con tre proiettili. La minaccia di morte è arrivata a pochi giorni dalle dimissioni dalla guida del sindacato. “Festeggeremo insieme l’accordo di Pomigliano ovunque a Roma o ad Ancona, non bastano le dimissioni”, recitava il bigliettino nella busta. Già precedentemente, dopo il patto firmato nel 2011 da Bentivogli sulla Fiat a Pomigliano, nel napoletano, al sindacalista erano state inviate delle minacce di morte. Proprio per quel motivo gli venne assegnata la scorta.

Per la segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan si tratta di un “fatto gravissimo”. “La Cisl e tutto il sindacalismo libero e riformista – ha commentato – non si faranno intimidire da questi atti ignobili su cui le autorità giudiziarie devono indagare con determinazione e fare luce senza tentennamenti”. La Fiom ha emesso una notta nella quale si legge che “il terrorismo e le intimidazioni sono da sempre estranei e nemici della democrazia, del pluralismo e di tutto il sindacato”

Solidarietà anche dal segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti. “Chiediamo chiarezza sulle gravissime minacce. Caro Marco non sei solo. Un abbraccio a te da tutta la comunità del Pd”, ha scritto sui social Zingaretti. “Bentivoglio è vittima di una concreta e preoccupante intimidazione. Il Paese non puè precipitare di nuovo nella spirale della violenza politica”, ha commentato Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera.