Silvio Berlusconi, nonostante gli 85 anni e i noti problemi di salute, non perde la verve polemica. Il leader di Forza Italia, che questa mattina si è recato al seggio elettorale di via Ruffini a Milano, a pochi passi dalla chiesa di Santa Maria delle Grazie, rompe il silenzio elettorale per commentare i più recenti fatti di ‘cronaca politica’.

L’ex premier difende l’alleato Matteo Salvini sul caso dei biglietti aerei per Mosca, in occasione del viaggio diplomatico al Cremlino ‘per la pace’ poi saltato, pagati dall’ambasciata russa in Italia e poi rimborsati dalla Lega. 

Per Berlusconi su Salvini è in corso “una polemica del tutto inutile e senza senso”. “Si fanno tutte queste discussioni attorno a quello che era un viaggio, teso a dare una mano alla pace“, spiega Berlusconi ai giornalisti. Sul fatto che la Russia avrebbe anticipato le spese per il viaggio a Mosca di Matteo Salvini poi saltato, Berlusconi ha aggiunto: “Non è così. L’ambasciata russa era intervenuta perché con l’Aeroflot c’erano delle somme in più da pagare e Salvini quando l’ha saputo ha restituito i soldi. Quindi è un caso che non esiste“, spiega Berlusconi.

Quindi l’attacco alla magistratura e le previsioni sul referendum. Per il leader di Forza Italia i due arresti alla vigilia del voto di Palermo, che hanno coinvolto anche un candidato consigliere di Forza Italia, sono l’ennesimo esempio di una giustizia politicizzata. “Questi arresti di candidati un giorno o due prima delle elezioni, potevano aspettare due giorni dopo, questa è sempre la storia della giustizia politicizzata che non purtroppo non è morta”, è l’accusa di Berlusconi. 

Quanto ai quesiti, per il numero uno di Forza Italia “la legge Severino va affossata, questi 5 referendum sono positivi. Un piccolo passo avanti verso una giustizia giusta”. Allo stesse tempo però non c’è grande ottimismo sul risultato e soprattutto sul raggiungimento del quorum: “I referendum sono stati boicottati con il voto un giorno solo e col silenzio assoluto su molti giornali e sulla televisione di Stato, ma tanto col voto un giorno solo non saremmo arrivati a superare il 50%. E quindi c’è una precisa volontà di mantenere le cose come stanno. Siamo un popolo di masochisti”.

Ma c’è spazio anche per una critica al Quirinale, al Capo dello Stato Sergio Mattarella, in merito al suo ruolo nel conflitto tra Ucraina e Russia. “Ho pensato che se io fossi stato Presidente della Repubblica, sarei potuto andare e ripetere con Putin quello che ho fatto nel 2008”, spiega Berlusconi. “Come tutti sono preoccupato di ciò che ci porta la guerra, cose negative per l’economia. L’evoluzione in Ucraina la giudico pericolosa perché non vedo possibilità immediate di cessazione della guerra. Si va avanti con 100 morti al giorno”, aggiunge Berlusconi.

Quanto al rapporto con Putin, il leader degli azzurri rivela che “eravamo molto amici e adesso ho fatto due telefonate all’inizio di questa operazione, ma non ho avuto risposte”. “Dopo questo mi sono astenuto da ulteriori tentativi”, ha quindi chiarito Berlusconi. 

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia