In queste sei settimane di guerra in Ucraina, le denunce e le immagini di civili torturati (anche carbonizzati) e uccisi sono state numerose. La Russia continua a negare simili atrocità e accusa il governo di Zelensky di continue e “nuove provocazioni che coinvolgono civili sullo stile dello scenario di Bucha“, la cittadina di 30mila abitanti a nord di Kiev dove nei giorni scorsi, dopo il ritiro dei soldati di Putin, sono stati ritrovati decine di cadaveri in strada e nelle case con le mani legate. Alcuni anche bruciati per evitare di essere ritrovati. I corpi di donne martoriati con colpi d’arma da fuoco nelle parti intime e parzialmente carbonizzati. Quelli di una decina di uomini, con le mani legate dietro la schiena, uccisi nel giardino di un condominio in quella che sembra essere una esecuzione. E poi ancora: “Bambini con le mani legate dietro la schiena e un colpo di pistola sparato in testa. Stiamo parlando di bambini” e altre accuse relative a ”donne stuprate e uccise, fatte a pezzi”.

Le testimonianze dell’orrore della guerra vanno però avanti e una delle ultime, quella di Alina Dubovska, giornalista di Public, un media di Rivne, città nella zona occidentale dell’Ucraina, è raccapricciante. Dubovka attraverso i social, racconta quanto accaduto nelle scorse settimane a Irpin, città della regione di Kiev assediata dai russi fino al ritiro di qualche giorno fa con il Cremlino che rivendica la scelta come “gesto di buona volontà” per i negoziati.

La fonte della giornalista è una parente incinta che dopo quanto appreso avrebbe avuto un aborto spontaneo. La testimonianza riguarda una bambina di nove anni che sarebbe stata violentata da numerosi soldati russi prima di essere uccisa solo dopo che sul suo corpo, sventrato, è stata incisa la lettera “Z”, simbolo “dell’operazione militare speciale” di Vladimir Putin. La piccola sarebbe stata aggredita e stuprata dall’esercito invasore dopo aver assistito all’esecuzione dei due genitori. Così sarebbe stata violentata da almeno undici militari (perché dagli esami successivi effettuati sul corpo della bimba sarebbero emersi undici campioni diversi di sperma) che le avrebbero successivamente inciso la lettera Z sul petto, squarciandole la pancia. “Il mio odio non bolle più! Brucia come un razzo al fosforo” conclude la giornalista.

Altre denunce di stupri sono arrivate nelle ultime ore attraverso Lyudmyla Denisova, commissaria per i diritti umani del Parlamento ucraino, secondo la quale 25 ragazze hanno raccontato di essere state violentate dalle forze russe a Bucha. Denisova ha spiegato che un numero gratuito che offre supporto alle vittime di violenza sessuale ha ricevuto almeno 25 denunce di stupro di ragazze di età compresa tra i 14 e i 24 anni da parte dei soldati russi. “Le violenze sono avvenute un mese fa. Continueremo a documentare questi terribili crimini e ogni criminale sarà punito” ha aggiunto. Violenze e stupri che Mosca continua a negare senza fornire prove a riguardo.

Redazione