Esteri
Bizzarro ma influente, la storia di Peter Thiel: boss dell’high-tech che vuole salvare l’Occidente attraverso la tecnologia
Ha fondato Paypal e ideato Palantir. Peter Thiel si professa “un apostolo”
Strano personaggio questo Peter Thiel. Controverso e affascinante, specchio fedele ma non scontato della nuova America. Espressione di una parte della più profonda anima MAGA e figlio di quel gruppo di enfant prodige della Silicon Valley che conta, tra gli altri, il compagno di avventure, suo amico o ex amico, Elon Musk. Ma, soprattutto, Thiel si distingue per essere l’ispiratore di quel neo-messianismo evangelico che tanto infervora lo Studio Ovale, tra una benedizione e l’altra, con mani teatrali sulla testa del presidente.
Il fondatore di PayPal, ideatore del software Palantir, il grande occhio orwelliano che spia il mondo, è il nuovo apostolo della politica che guida l’America. Ed è colui che, più di ogni altro, sussurra alle orecchie del successore designato JD Vance, che di Thiel è una scoperta, se non addirittura una creatura. E c’è tanto da capire di lui se si vuol comprendere davvero cosa si muove nell’immaginario dell’amministrazione trumpiana, soprattutto in politica estera. Va interpretato un po’ oltre gli stereotipi che un certo mondo antico della stampa italiana gli ha cucito addosso: Thiel succube delle teorie del complotto, Thiel fissato con la lotta all’Anticristo, Thiel che è venuto a Roma proprio in questi giorni a “condizionare” lo stesso Papa Leone e a “suggerirgli” un ritorno ad una fede più tradizionalista.
I luoghi comuni si sprecano, come da copione, quando si cerca di comprendere un fenomeno emergente di là dall’Oceano con gli occhi di noi europei. È vero, il magnate dell’high tech è anche tutto questo. E peraltro non l’ha mai nascosto. È davvero convinto, come molti tradizionalisti americani, di combattere l’ultima battaglia contro il Male, quello con la M maiuscola. È veramente convinto che il progresso tecnologico vada incentivato perché è l’ultima spiaggia per salvare l’Occidente dall’invasione del Grande Satana, il modernismo che ha reso molle e poroso il ventre delle nostre società. Troppo secolarizzate e incapaci di affrontare la deriva dello spirito e l’invasione islamica. Thiel è anche tutto questo. Anche. Ma non è uno sprovveduto e per questo va preso sul serio, per l’influenza che può avere nelle segrete stanze Maga e oltre.
La sua preparazione filosofica è impeccabile. Allievo di Renée Girard si muove con destrezza nel mondo delle idee e di pensatori del calibro di Locke, Carl Schmitt e Leo Strauss, peraltro suo ispiratore quando descrive come “straussiana” l’epoca inedita di rivolgimenti che stiamo vivendo. Thiel è uno dei più influenti padrini di questo “mondo nuovo” e persino del messianesimo militare che ha portato Trump ad attaccare l’Iran grazie proprio alla sua tecnologia. Vede la Silicon Valley non solo come la culla del profitto ma, appunto come la madre di quella “Americanexit” di cui ho già scritto, quella frattura tra il vecchio mondo delle liturgie occidentali e una nuova visione dove gli USA, stavolta da soli, hanno ricevuto da Dio la missione di combattere il Diavolo e salvare tutti noi. O, perlomeno, chi si allinea. Thiel è tutto questo. E così va letto.
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