Il Black Friday di Amazon potrebbe procedere a rilento per quanto riguarda le consegne. Nella giornata clou in cui il gigante dell’e-commerce viene preso d’assalto dagli utenti per i forti sconti sui prodotti incroceranno le braccia circa 12mila tra driver e dipendenti delle aziende associate ad Assoespressi che lavorano per Amazon.

Ad annunciarlo è stato il segretario nazionale della Filt Cgil, Michele De Rosa in occasione della prima assemblea nazionale unitaria di quadri e delegati del settore delle consegne delle merci in appalto Amazon: “C’è la richiesta di abbassare carichi e ritmi di lavoro, divenuti insostenibili, e di ridurre l’orario di lavoro settimanale dei driver”.

“Alla base dello sciopero – ha spiegato il dirigente nazionale della Filt Cgil – c’è la richiesta di abbassare carichi e ritmi di lavoro, divenuti insostenibili, e di ridurre l’orario di lavoro settimanale dei driver. Inoltre serve dare continuità occupazionale a tutto il personale, in occasione dei cambi di appalto e di contratto. Va ridotta la responsabilità sui driver in casi di danni e franchigie e va aumentato il valore economico della trasferta e introdotto il premio di risultato. Chiediamo di garantire la normativa sulla privacy, la gestione dei dati ed il controllo a distanza, escludendo ogni ripercussione di carattere disciplinare”.

I carichi, denunciano i sindacati, possono arrivare fino a 200 pacchi al giorno, con 130-140 stop da effettuare in 8-9 ore in base ad un algoritmo che si aggiorna costantemente pacco dopo pacco sul palmare in dotazione ai driver che, in base al traffico, traccia il viaggio più veloce.

UNA MOBILITAZIONE INTERNAZIONALE – Ma lo sciopero non riguarderà solo il comparto italiano. Secondo quanto riporta Business Insider la protesta contro Amazon sarà globale: scioperi sono previsti in più di  20 paesi a livello mondiale, nell’ambito della campagna “Make Amazon Pay” guidata da 70 organizzazioni e sindacati, tra cui Greenpeace, Oxfam ed Amazon Workers International.

Le richieste, riassunte in una piattaforma programmatica pubblicata online, riguardano il miglioramento delle condizioni di lavoro, la sostenibilità ambientale del gigante dell’e-commerce, fino alla richiesta di pagare le tasse nei Paesi in cui si svolge l’attività economica reale.

LA REAZIONE DI AMAZON – In risposta all’annunci dello sciopero da parte dei corrieri in appalto, Amazon da parte sua ha replicato ricordando che la società richiede che tutti i fornitori di servizi di consegne operino nel rispetto delle normative vigenti e del codice di condotta dei fornitori Amazon, attento a garantire che gli autisti abbiano compensi e orari di lavoro adeguati”.

La società di Jeff Bezos assicura che la sua “priorità” è quella di “garantire un’esperienza positiva ai corrieri” e per questo motivo “lavoriamo a stretto contatto con i fornitori di servizi di consegna per definire insieme degli obiettivi realistici che non mettano pressione su di loro o sui loro dipendenti”.

Amazon ricorda anche di mettere a disposizione dei suoi fornitori di servizi ”una tecnologia di pianificazione delle rotte che prende in considerazione diversi fattori, come il traffico, per determinare quante consegne un autista possa effettuare in sicurezza”. Gli autisti, spiega l’azienda, ”sono liberi di decidere se seguire o meno le indicazioni fornite, ma sulla base dell’esperienza questa tecnologia si è dimostrata uno strumento efficace di pianificazione dell’itinerario”

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia