Donald Trump ha minacciato il dispiegamento dell’esercito qualora i diversi Stati non fossero in grado di fermare i disordini che infiammano gli States da costa a costa. Si fa infatti sempre più incandescente la situazione negli Stati Uniti dopo il movimento di protesta innescato dalla morte di George Floyd. Giunti al sesto giorno di manifestazioni, sono oltre 40 le città americane, da Nord a Sud, nelle quali è stato imposto il coprifuoco e oltre 26 gli Stati su 50 totali, in cui è entrata in azione la Guardia nazionale. Il Presidente si è scagliato contro l’operato dei governatori auspicando maggiore fermezza: per il il capo della Casa Bianca gli amministratori che si rifiutano di arrestare e incarcerare “per lunghi periodi di tempo” i dimostranti fanno la figura dei “cretini”. Nel corso di una video conferenza Trump li ha accusati di “essere deboli” e li ha esortati a “diventare più severi” nella gestione delle proteste. In mattinata la portavoce della Casa Bianca, Kayleigh McEnany, lo aveva definito un presidente “di law and order, legge e ordine” sottolineando “le misure straordinarie” da lui adottate. Intorno al fumo dei fuochi e dei lacrimogeni infuria la polemica politica.

CONTINUANO I MORTI – In tutto il Paese continuano a salire morti e feriti nel corso dei cortei. Oltre 50 agenti del Secret service sono rimasti feriti proprio durante i cortei di Washington, dove i dimostranti hanno lanciato bottiglie molotov a Lafayette Park, di fronte alla Casa Bianca. Sono invece oltre 4mila le persone arrestate dall’inizio delle proteste: ancora devastazioni hanno accompagnato le manifestazioni pacifiche, a New York è stato saccheggiato anche il celebre store di Macy’s sulla 34esima strada. Proteste e disordini in corso anche a Dallas, ad Atlanta, a Los Angeles.  Ad Oakland, in California, arresti in massa dopo lo scattare del coprifuoco.

A Louisville, in Kentucky, un uomo è rimasto ucciso dopo una sparatoria, avvenuta intorno a mezzanotte, quindi dopo l’inizio coprifuoco, con le forze dell’ordine. Il capo della polizia della città, Steve Conrad, ha riferito che gli agenti e i soldati della Guardia nazionale hanno sparato in risposta al fuoco aperto contro di loro. Secondo le ricostruzioni, le forze dell’ordine erano state chiamate per disperdere un raduno di persone in un parcheggio. La scia di sangue continua a Davenport, in Iowa, dove a perdere la vita sono state due persone, mentre altre due sono rimaste ferite: tra queste anche un agente della polizia. Altri due agenti sono stati travolti da un SUV a Buffalo. Altre due persone sono rimaste uccise durante disordini a Chicago anche se ancora non è chiara la dinamica dell’episodio.

LE PROTESTE – Il Presidente non ha perso tempo per definirsi unico baluardo al disordine lasciando indovinare quale sarà il filo conduttore della sua campagna verso le elezioni di novembre. Immediata la replica dell’avversario democratico Joe Biden, il quale fa leva contro il Presidente sulla sua idea di utilizzare l’esercito americano contro il popolo americano. A Intervenire allora è anche Barack Obama che, pur condannando la “piccola minoranza di persone che ha fatto ricorso alla violenza”, riconosce che la “stragrande maggioranza” dei manifestanti “è stata pacifica, coraggiosa, responsabile e stimolante. Meritano il nostro rispetto e sostegno”. E sottolinea che “se vogliamo realizzare un vero cambiamento, allora la scelta non è tra protesta e politica. Dobbiamo fare entrambe le cose”.