“C’è chi parla e non è nemmeno madre, forse prima di parlare dovrebbe passare per quel sacro vincolo. Accetto qualunque critica, ma non da donne che non hanno figli”. Così esordisce l’assessora leghista alle Politiche per la Famiglia in Piemonte Chiara Caucino, scatenando una bufera sui social. Le parole pronunciate dalla Caucino in occasione di un incontro del Comitato Cittadini per i diritti umani, sono state dichiarate nel contesto della legge regionale “Allontanamento zero” alzando il tiro nei confronti di chi è contrario alla norma. Le affermazioni dell’assessora della Lega infatti hanno sollevato polemiche non soltanto sul web ma anche da parte dell’opposizione.  Il provvedimento, nato sulla scia del caso Bibbiano, vuole riscrivere le regole dell’affido con l’obiettivo dichiarato di ridurre del 60% gli affidi per “dare massima centralità al nucleo familiare” e dirottare 44 milioni dai servizi sociali alle famiglie in difficoltà. “Con il disegno di legge ‘Allontanamenti zero’ stiamo toccando interessi per quasi 60 milioni, capisco che ci sia chi si preoccupa”, specifica la Caucino, “spostiamo i fondi per darli alle famiglie, è questo che preoccupa. C’è chi parla e non è nemmeno madre, forse prima di parlare dovrebbe passare per quel sacro vincolo. Accetto qualunque critica, ma non da donne che non hanno figli. Sono arrabbiata con chi non capisce che non strumentalizzo i bambini e che il mio interesse è tutelarli: lo faccio per mio figlio e per tutti i bambini. Perché i figli sono dei genitori e non dello Stato, al contrario di quanto credono alcune parti politiche”.

LE REAZIONI – Dopo le sue dichiarazioni, Chiara Caucino è stata travolta da una serie di attacchi soprattutto da parte del mondo politico, oltre che dallo stesso Comitato per i diritti umani che l’aveva ospitata. “Non è negando che esistono nuclei familiari in difficoltà – afferma il comitato – che si tutelano i minori. Ogni bambino ha diritto a vivere in una famiglia adeguata a uno sviluppo affettivamente sano ma il superamento di difficoltà importanti come problemi psichiatrici, dipendenze e abusi non si risolvono in tempi brevi”. Nei giorni scorsi sono scese in piazza a Torino centinaia di persone, tra cui anche la prima cittadina Chiara Appendino, per chiedere il ritiro del ddl già approvato dalla Giunta di centrodestra di Alberto Cirio e in procinto di passare al vaglio del Consiglio regionale. Dal Pd alla sinistra di Liberi uguali verdi passando per il Movimento 5 stelle, si sono scatenati una pioggia di commenti di molti esponenti. La prima a schierarsi contro l’assessora è stata proprio l’Appendino che ha dichiarato “inqualificabili le affermazioni dell’assessora leghista Chiara Caucino, sul ruolo della donna e sulla sacralità del vincolo genitoriale come mero fenomeno biologico. Inaccettabile poi il giudizio sui manifestanti di sabato scorso, definiti sciocchi o ignoranti. Se questi sono i presupposti da cui nascono le sue proposte di legge, si spiega la totale inconsistenza e dannosità del ddl Affidamenti zero”.

Il segretario regionale del Pd, Paolo Furia, chiede le scuse e le dimissioni dell’assessora: “Dopo Icardi che vorrebbe chiudere i dinosauri del Pd in una torre, è la volta di Caucino che vuol tappare la bocca a chi contrasta la sua proposta di legge su allontanamento zero pur non avendo figli”, continua il segretario, “neanche troppo velato riferimento a chi tra le nostre fila sta seguendo, con competenza e tenacia quotidiana, la battaglia, condivisa da servizi sociali, istituzioni e associazioni, contro la sua propagandistica proposta di legge – aggiunge -. Siamo dunque già al secondo insulto e offesa personale nei riguardi di qualcuno di noi da parte di assessori regionali di questa ‘moderatissima’ giunta. Ora basta. Il presidente Cirio perderà credibilità se non interverrà subito nel mettere fine a questa sceneggiata dell’assessore Caucino. La quale, avendo dimostrato di non essere all’altezza del ruolo, dovrebbe dare le dimissioni seduta stante e chiedere scusa a chi ha offeso”. A queste dichiarazioni si accoda anche il capogruppo regionale del Pd Domenico Ravetti che aggiunge: “Nel gruppo del Pd c’è una sola donna, non ha figli e si sta battendo per tutelare bambini vittime di situazioni tremende. Ci dica Caucino se è lei che, vilmente, sta tirando in ballo”.

La capogruppo del M5s, Francesca Frediani, si  dice indignata dalle parole pronunciate dall’assessora sostenendo che “offendono migliaia di donne”. Il capogruppo di Liberi Uguali Verdi (Luv), Marco Grimaldi, si appella al governatore Cirio per ottenere “pubbliche scuse” definendo l’uscita dell’assessora “un capolavoro di retorica reazionaria”. Infatti per Grimaldi si tratta di “sessismo, perché secondo la nostra assessora una donna senza figli non è compiutamente donna e non ha diritto di parola in materia di infanzia (gli uomini invece dicano pure ciò che vogliono); oltranzismo teocon, con la divinizzazione del rapporto fra figlio e madre naturale e il disconoscimento totale del vincolo genitoriale, affettivo e pedagogico che si ha con i padri, con i genitori adottivi, con le famiglie affidatarie. Per non parlare del disprezzo nei confronti dei minori che l’assessora, madre o non madre non mi interessa, mostra di avere: i figli sono proprietà delle famiglie naturali e, secondo lei, nessuna situazione che non implichi violenza fisica deve permettere loro di allontanarsi da contesti estremamente disfunzionali e non idonei”. E ancora: “Inventa il mostro di un ‘sistema infanzia’ (a cui si vanta di sottrarre 60 milioni di euro) che inghiotte i bambini, mentre santifica i vincoli di sangue, ma della vita concreta di ciascuno di quei bambini evidentemente non le importa nulla. Dal Presidente Cirio mi aspetto che chieda all’assessora Caucino pubbliche scuse nei confronti delle donne che ha offeso”.

Anche la senatrice del Pd Anna Rossomando espone la sua indignazione per le parole della Caucino scegliendo il suo account Facebook: “Dire che una donna senza figli non possa parlare di bambini sarebbe inaccettabile se lo dicesse una persona qualunque. Ma che lo dica l’assessore regionale alle politiche della famiglia e dei bambini, è indegno. Pensare di delegittimare una donna che contrasta una legge non nel merito, ma perché non ha figli, è veramente oltre ogni immaginazione. Mi sembra evidente che l’assessora leghista Caucino non possa continuare a svolgere la carica che ricopre”.

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