Sipario sulla Serie A. La Roma vince a Verona, chiude al terzo posto e raggiunge una qualificazione in Champions League che mancava da sette anni. La possibilità di giocare la massima competizione europea non serve solo per dare visibilità alla squadra, ma soprattutto a far entrare un’importante premio in denaro nelle casse della società per permettersi un mercato competitivo. Ed è quello a cui puntano i Friedkin. Certo, la somma che spetta alla Roma non aiuterà a chiudere il settlement agreement entro il 30 giugno, ma ora a Trigoria c’è la possibilità di trattenere i giocatori più importanti, di avere margini sui rinnovi e libertà di costruire una squadra vincente per il futuro.

Dirigenza

Il primo nodo da sciogliere è societario: Frederik Massara è il direttore sportivo uscente da Trigoria e serve trovarne uno nuovo al più presto. In questo momento sembra esserci Tony D’Amico in pole su tutti, che nelle ultime ore sembra aver sorpassato anche la candidatura di Matteo Tognazzi. Insieme a lui, arriverebbero anche Massimo Margiotta come nuovo responsabile del settore giovanile e Riccardo Del Vescovo per la parte sanitaria. I due, sono due ex Atalanta, dunque sarebbero i profili perfetti per lavorare alla corte di Gian Piero Gasperini.

Rinnovi

La settimana scorsa la società giallorossa aveva comunicato che tutte le questioni contrattuali sarebbero state rimandate a dopo la partita di Verona, per potersi dedicare solo al match. Gara in archivio e anche la qualificazione alla Champions League, dunque ora è il momento di iniziare a trattare con i giocatori. La situazione più delicata è sicuramente quella di Dybala: l’attaccante argentino aveva dichiarato due settimane fa nel post partita di Parma che il derby del turno successivo sarebbe stata la sua ultima apparizione all’Olimpico con i giallorossi. Dichiarazione forse voluta, dato che fino ad allora da Trigoria nessuno si era mosso per il suo rinnovo. Voce ascoltata: Carlos Novel, agente della Joya, sarà presto a Roma per intavolare una trattativa con Ryan Friedkin, con una proposta sul tavolo ridotta rispetto all’attuale ingaggio dell’argentino (2 milioni di euro). La Champions, in questo caso, gioca un ruolo fondamentale, dunque sono attesi presto degli sviluppi positivi.

Aperta anche la questione Pellegrini, anche lui è in attesa di proposte di rinnovo: il raggiungimento della Champions potrebbe aprire uno scenario di offerta di 3 milioni di euro compresi di bonus. Ma i soldi non sembrerebbero essere un problema, Pellegrini e società vogliono continuare insieme a prescindere, e non sembrano esserci problemi. Discorso simile per Celik, che però a differenza del calciatore romano ha in mano un’importante offerta dalla Turchia, e la Roma non è ancora riuscita a pareggiarla. Gasperini però lo vuole, dunque i Friedkin proveranno a trattenerlo fino alla fine.

Fairplay finanziario

Il nodo vero rimane quello legato al settlement agreement, indipendentemente dall’incasso societario per la qualificazione in Champions League. La Roma, deve recuperare entro il 30 giugno tra i 70 e gli 80 milioni di euro. Dunque, il nuovo ds giallorosso, avrà subito dell’importante lavoro da fare, con i nomi più sacrificabili che sembrano essere quelli di Ndicka e Koné. Dai due giocatori, la società spererebbe di ottenere da un’ipotetica cessione circa 80 milioni, di cui 60 di plusvalenza. Nonostante i primi nomi sul taccuino dei sacrificabili siano quelli dell’ivoriano e del francese, non è escluso che la Roma possa cedere altri big come Svilar o Wesley. L’unica cosa certa, è che una volta sistemato il 30 giugno, i giallorossi potranno pensare anche al mercato in entrata. I Friedkin, dal canto loro, hanno già dimostrato di poter investire oltre 100 milioni sul mercato, come già fatto per altro nell’estate 2025. Con la Champions, l’idea di una campagna acquisti importante per assecondare il tecnico diventerebbe molto più concreta, ma prima bisognerà vendere. Dopodiché, sarà Rinascimento firmato Gasp.