Fino a qualche giorno fa, lo stadio Atzeca di Città del Messico era conosciuto principalmente per un motivo, ovvero per essere stato il teatro del goal più famoso della storia del calcio: la “mano de Dios” di Maradona alla Coppa del Mondo del 1986. Ora, lo stadio è chiacchierato anche a causa del monitoraggio della Nasa. Da qualche tempo infatti, i rilevamenti sul terreno sul quale sorge lo stadio messicano che dovrebbe inaugurare i Mondiali del 2026, hanno indicato dei cedimenti, come sta succedendo anche in altre zone della capitale sudamericana.

E non è neanche un cedimento breve, poiché si tratterebbe di circa un centimetro e mezzo al mese, secondo quanto riporta Daily Mail. Circolerebbero inoltre dei video di tifosi messicani staccare dei pezzi delle tribune per avere dei “souvenir” dell’arena, mentre in altri post, si notano proprio delle parti recentemente strutturate che si staccano. Non di certo il migliore dei biglietti da visita per lo stadio costruito nel 1966 e che ha ospitato ben due finali Mondiali (1970 Brasile-Italia, 1986 Argentina-Germania Ovest).

Le parole dello scienziato

Lo scienziato del Jet Propulsion Laboratory della Nasa, Marin Govorcin, ha spiegato meglio la situazione: “Città del Messico sta sprofondando principalmente a causa dell’acqua sotterranea della falda acquifera sottostante: viene pompata a un ritmo che supera di gran lunga la ricarica naturale dovuta alle precipitazioni. Man mano che l’acqua viene prelevata, la falda acquifera si compatta sotto il peso della città sovrastante“. Per questo, per monitorare ogni minimo movimento, è stato utilizzato un potente radar spaziale con il satellite Nisar, in grado di rilevare anche delle minime variazioni sulla superficie terrestre.

Il pericolo che sta aumentando

Oltre allo stadio, il pericolo di affondamento ha già colpito la statuta dell’Angelo dell’Indipendenza, uno dei simboli della città. La statua, altra 35 metri, ha anche avuto recentemente un’aggiunta di 14 gradini per raggiungere il basamento. Per l’ingegnere dell’Università nazionale autonoma del Messico, Efrain Ovando Shelley, questo fenomeno “colpisce l’intera infrastruttura urbana della città: le strade, le tubature per la distribuzione dell’acqua, l’approvvigionamento idrico, le condotte fognarie. Una possibile soluzione, sarebbe interrompere l’estrazione dell’acqua. E se interrompiamo l’estrazione dell’acqua, che acqua berremo? La battuta ricorrente è che se non potremo bere acqua, berremo tequila“.

La lista dei problemi non è dunque così corta, e ora la capitale messicana di 10 milioni di abitanti che tra un mese vedrà l’inaugurazione della Coppa del Mondo, deve fare gli straordinari per arrivare preparata ed evitare figuracce. Lo stadio Atzeca dovrebbe ospitare ben cinque partite del torneo: tre partite della fase a gironi, una dei trentaduesimi di finale e una dei sedicesimi. Non solo, lo stadio vedrà sarà anche teatro di una delle tre cerimonie di apertura, in cui per 90 minuti cantanti locali e internazionali si esibiranno in campo.