Sono stati ritrovati oggi pomeriggio i corpi di Calogero Carmina, 59 anni, e del figlio Giuseppe 33 anni. Erano gli ultimi dispersi ancora da rintracciare sotto le macerie della strage di Ravanusa. La tragedia dopo il crollo in seguito a un’esplosione sabato scorso nel comune in provincia di Agrigento. Sale quindi a nove il bilancio delle vittime nella tragedia di via Trilussa. Erano ormai praticamente nulle le speranze di trovarli vivi.  Sul disastro la Procura di Agrigento ha aperto un’inchiesta contro ignoti.

Per tutta la notte sono andate avanti le attività di rimozione delle macerie di quello che era l’appartamento del padre. L’esplosione e il crollo non hanno lasciato scampo. Non era stato escluso, riportava l’Ansa, che i due potessero trovarsi al livello della strada al momento della tragedia. Giuseppe Carmina, 33 anni – non è parente del professor Pietro Carmina, morto sotto le materie, e omonimo di un’altra vittima – era impiegato in un negozio di detersivi. Era passato per salutare al volo il padre Calogero, pensionato di 69 anni, e la madre Calogera Gioacchina Minacori, 59 anni. Spesso portava con sé i suoi figli dai nonni: non questa volta, fortunatamente. Minacori è stata rinvenuta tra le macerie nei giorni scorsi.

All’opera oltre 140 vigili del fuoco. Si è continuato a scavare quindi fino al livello della strada e parallelamente si è iniziato a portare via le macerie per poter proseguire le operazioni di soccorso e rintracciamento. Centinaia le persone evacuate dall’area del disastro. La deflagrazione che ha provocato il crollo sarebbe stata causata, secondo l’ipotesi più accreditata al momento, da un accumulo di gas nel sottosuolo.

“Cinque giorni prima del disastro erano state fatte alcune verifiche sulla condotta della rete di gas metano a Ravanusa, senza riscontrare nessuna irregolarità nelle tubazioni”, ha dichiarato il colonnello dei carabinieri Vittorio Stingo, comandante provinciale di Agrigento. Italgas ha smentito. “Sulla base di quanto registrato nei sistemi aziendali non vi è evidenza di lavori eseguiti sulla rete stradale, ma unicamente di interventi routinari eseguiti su contatori domestici e su alcune valvole stradali da eseguire con cadenza periodica. Questi interventi si sono svolti nell’abitato di Ravanusa, in vie distanti dal luogo dell’evento”.

I militari sostengono che “non risultano reclami o chiamate d’intervento per fughe di gas” nei giorni precedenti all’incidente. Molti abitanti della zona invece sostengono il contrario: che l’aria era invasa dall’odore di gas. Per alcuni l’esalazione usciva perfino dal water. Si indaga sulle segnalazioni negli ultimi mesi e sulle verifiche alla rete degli ultimi anni, come ricostruisce Il Corriere della Sera. “Tutte le situazioni erano state sanate laddove necessario”, chiarisce l’azienda.

Sotto le macerie erano già stati trovati invece i corpi di Selene Pagliarello e Giuseppe Carmina, e dei suoceri Angelo ed Enza Zagarrio. Pagliarello era incinta, al nono mese di gravidanza, avrebbe partorito la settimana prossima. Recuperati i corpi anche di Carmela Scibetta, 61 anni, e del marito Pietro Carmina, 68 anni, professore di Filosofia la cui lettera di congedo ai suoi studenti in occasione del pensionamento è diventata virale. “Usate le parole che vi ho insegnato – diceva l’insegnante – per difendervi e per difendere chi quelle parole non le ha; non siate spettatori ma protagonisti della storia che vivete oggi: infilatevi dentro, sporcatevi le mani, mordetela la vita, non ‘adattatevi’, impegnatevi, non rinunciate mai a perseguire le vostre mete, anche le più ambiziose, caricatevi sulle spalle chi non ce la fa: voi non siete il futuro, siete il presente”. Sopravvissute alla tragedia Rosa Carmina, di 80 anni, e Giuseppa Montana, sua cognata.

Giornalista. Ha studiato Scienze della Comunicazione. Specializzazione in editoria. Scrive principalmente di cronaca, spettacoli e sport occasionalmente. Appassionato di televisione e teatro.