Prima un lungo discorso su Facebook, poi due ordinanze con cui dispone una nuova e più vigorosa stretta alle misure per contenere il rischio di contagio del Coronavirus. È serio il governatore Vincenzo De Luca quando annuncia le nuove decisioni in vista del picco dei contagi che si prevede per metà aprile (“a causa degli arrivi dal Nord al Sud”) ed è critico nei confronti del Ministero dell’Interno quando affronta l’argomento passeggiate: “Da noi in Campania sarà vietato passeggiare”. E firma l’ordinanza con cui non si ammettono passeggiate con la distanza di sicurezza, ma solo le uscite, e nemmeno in coppia, per fare la spesa, andare in farmacia, recarsi al lavoro o portare il cane a fare i bisogni. “Chi viene trovato in strada senza motivo sarà obbligato a fare la quarantena di 15 giorni e se non la rispetta incorrerà in sanzioni penali”.

De Luca invita tutti a fare ciascuno la propria parte usando il cervello “che non serve solo a dividere le orecchie”, dice con un atteggiamento che è paternalistico quando dà consigli ai giovani (“Leggete una pagina del Vangelo secondo Matteo, il Discorso della montagna”, leggete ‘Se questo è un uomo’ di Primo Levi e ‘L’avventura di un povero cristiano’ di Ignazio Silone, troverete cose straordinarie”) ed è da condottiero epico quando afferma “Siamo in guerra, pronti a fronteggiare l’emergenza”. “Ma nessuno ci deve dare fastidio, le forniture che strappiamo sul mercato devono essere garantite, non è tollerabile che ce le sequestrano”, aggiunge a proposito del blocco di un carico di 70mila mascherine che l’Asl Napoli due aveva acquistato da un fornitore italiano.

Annuncia settimane ancora più critiche con l’aumento dei contagi che dal 14 aprile dovrebbero poi scemare.
Sostiene la richiesta che l’aeroporto di Capodichino ha rivolto al Ministero per lasciare attivi solo i voli per trasporto merci. Pone l’attenzione su problemi sanitari ancora irrisolti: campi rom e centri di accoglienza per immigrati.
Annuncia un piano di emergenza che a giorni garantirà 490 nuovi posti letto.

Dispone che per i centri di riabilitazione siano i direttori a stabile quali prestazioni garantire e quali evitare in questo periodo, assicurando aiuti per i lavoratori. E mette in allarme sul rischio contagio che può arrivare anche dalla nuvola del fumo di sigaretta. Dovrà valutare la richiesta dei farmacisti di lavorare con le serrande abbassate per evitare i contatti con gli utenti.

Intanto in Campania aumenta il numero delle vittime con il decesso di un 67enne di via Petrarca e di un 88enne di Mugnano. Le cure sperimentate dal Pascale e dal Cotugno danno tuttavia una speranza e l’appello per donare il sangue ai piccoli pazienti del Santobono resta un invito alla solidarietà da non trascurare.