Giorni di bagni di folla per Giuseppe Conte. Ex premier, nuovo leader di un nuovo Movimento 5 Stelle, Presidente del Consiglio all’esplosione dell’emergenza coronavirus e fino a inizio 2021. Il suo tour ha fatto infuriare chi con i tour lavora, ci guadagna, di quei introiti vive per davvero. Le foto delle piazze gremite per “l’avvocato del popolo” hanno fatto il giro del web e fatto imbestialire tutto un settore: quello degli spettacoli, della musica, della cultura. Doveva arrivare Fedez a scrivere “Fate cagare” affinché la questione toccasse l’ex premier.

Ne avevano scritto Ermal Meta, Salmo, Motta, Zen Circus, Enrico Ruggeri, Giorgieness, Bugo e via dicendo. Qualcuno aveva ironizzato sulla soluzione: ribattezzare i concerti come “comizi” e tornare a riempire così teatri e piazze e auditorium. Proprio come succede negli appuntamenti dell’ex Presidente del Consiglio che di un Paese in crisi, economia affossata, tutto un comparto a sanguinare, sarà presumibilmente informato avendo affrontato da Palazzo Chigi il primo anno di pandemia. Proprio quella “cultura, non dimentichiamo neppure questo settore, abbiamo un occhio di attenzione per i nostri artisti che ci fanno tanto divertire e ci fanno tanto appassionare” come aveva detto Conte stesso in una delle tante conferenze stampa da premier durante la crisi covid-19.

 

 

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Durissimo Salmo, rapper sardo con base a Milano, che lo scorso agosto era stato al centro di una polemica per aver organizzato e rivendicato un concerto improvvisato a Olbia. Niente distanziamento e niente mascherine. Bufera. E giustamente. Il rapper adesso replica senza tanti complimenti e manda a quel Paese un po’ tutti. Cosmo, dj e autore, ha dovuto rinunciare a tre concerti all’Arena Parco Nord di Bologna sotto un tendone da circo per il quale aveva proposto un protocollo: con ricambio aria, senza distanziamento, con Green Pass. Una maniera per creare un precedente, aprire a una soluzione come successo all’estero. Una proposta razionale, studiata, qualcosa di concreto. Niente. Sulla possibile abolizione del distanziamento il governo si esprimerà il 30 settembre. Il giorno prima della prima delle date, che quindi sono state tutte annullate.

 

Niente da fare insomma. “Ormai da mesi nel mondo, con metodi simili, si entra senza restrizioni agli eventi pubblici – il post sul profilo di “Bauli in piazza”, la protesta contro le restrizioni agli eventi culturali che si è sempre espressa in termini civili e senza violenze – Sui mezzi pubblici si accede senza nessun controllo e di fatto senza alcun limite. A scuola si pensa di eliminare ogni forma di distanziamento. In Italia manifestazioni pubbliche organizzate dai politici si svolgono senza alcuna restrizione e senza nessun controllo. Diamo un senso al Green Pass: riaprire gli eventi con il 100% delle capienze subito”.

 

 

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Nessuna notizia di Conte su tutto ciò. Almeno fino a oggi. “Mi continuo a domandare perché solo in Italia non si fa letteralmente nulla per introdurre norme e progettualità per far ripartire il mondo dello spettacolo con gli strumenti che oggi sono a disposizione e potrebbero garantire la sicurezza di tutti. E se da una parte il ministero dei beni culturali e il governo non fanno nulla, dall’altra veniamo deliziati da queste immagini festose che rappresentano un vero e proprio schiaffo in faccia per intere famiglie che per voi evidentemente sono inesistenti”, ha scritto Fedez, cantante e marito dell’influencer Chiara Ferragni.

La vostra propaganda non può venire prima delle persone. Quando parliamo di concerti e di spettacoli non stiamo parlando di stronzate di poco conto, ma parliamo di più di 200mila lavoratori falcidiati da due anni di immobilità quasi totale e politiche assenti. C’è un intero settore in ginocchio da due anni, dimenticato da tutti. Fate cagare”. Che una risposta sia arrivata solo dopo l’intervento di Fedez – che pure si è speso molto durante la crisi, anche con iniziative per il suo settore oltre che per la sanità – ovvero di un protagonista dello star system, oltre che metà della coppia più famosa e seguita d’Italia, è altrettanto indicativo.

“Buongiorno Fedez, mi rivolgo a te e agli artisti che, come te, in queste ore state lamentando le restrizioni per la cultura e lo spettacolo, mentre invece gli incontri della politica avvengono con piazze gremite di gente. Non va bene e infatti sono quattro o cinque giorni che lo sto dicendo in tanti punti stampa. Dobbiamo ripartire tutti insieme e la filiera della cultura, dello spettacolo ma anche degli eventi sportivi che ha tanto sofferto, deve poter ripartire. E non va bene portare la capienza all’80%, dobbiamo portarla al 100%. Dobbiamo ripartire forti, dobbiamo ripartire tutti insieme”. Conte dà quindi ragione a Fedez che lo aveva criticato dicendogli “fate cagare”.

 

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.