Non ha retto molti giorni la tregua tra il governo libico di Fayez al Serraj e l’autoproclamato Esercito nazionale libico di Khalifa Haftar. Gli uomini dell’uomo forte della Cirenaica hanno infatti lanciato sei razzi Grad contro l’aeroporto internazionale Mitiga di Tripoli, costretto a sospendere i voli per il raid. Il portavoce delle forze di Tripoli Mohammed Gununu ha affermato che “le milizie di Haftar hanno colpito l’aeroporto internazionale per minacciare il traffico aereo“. Si tratta di “una nuova e ripetuta violazione del cessate il fuoco“.

L’attacco è stato confermato dallo stesso aeroporto. “La caduta dei proiettili – si legge nella pagina Fb dello scalo – ha avuto luogo al momento dell’atterraggio, poi avvenuto in sicurezza a Misurata, di un aereo delle Libyan Airlines proveniente dall’aeroporto di Cartagine“.

Proprio la posizione di Haftar sembra mettere a rischio la possibilità di una pace duratura nella regione. Il ministro Esteri turco Mevlut Cavusoglu, intervenendo al World Economic Forum di Davos, ha spiegato che durante la Conferenza di Berlino di domenica sulla Libia è emerso che i Paesi sono disposti a impegnarsi per un cessate il fuoco nel Paese africano, ad eccezione del comandante dell’autoproclamato Esercito nazionale libico Haftar. ”A Berlino, ci siamo riuniti con tutti gli attori, compresi i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, e ci siamo tutti impegnati a ottenere una tregua sostenibile o un cessate il fuoco. Lo ha fatto anche (il premier di Tripoli Fayez, ndr) al Serraj, ma Haftar non ha preso alcun impegno”, ha detto il capo della diplomazia turca.