Il Parlamento iracheno ha approvato una risoluzione che chiede di metter fine alla presenza di tutte le truppe straniere nel Paese. L’obiettivo del testo è far sì che gli Usa ritirino i circa 5mila militari presenti in varie regioni dell’Iraq, a seguito dell’uccisione del generale iraniano Qassem Soleimani a Baghdad.

La risoluzione chiede nello specifico di metter fine a un accordo secondo cui Washington invia truppe in Iraq per oltre quattro anni, come appoggio alla lotta contro il gruppo jihadista Stato islamico. Il testo è stato approvato dalla gran parte dei membri sciiti del Parlamento, che ricoprono la maggioranza dei seggi. Molti deputati sunniti e curdi non si sono presentati in aula, apparentemente perché contrari alla revoca dell’accordo.

I lavori parlamentari, convocati in sessione straordinaria e trasmessi in diretta sulla televisione di Stato, hanno visto approvare quindi la risoluzione che “obbliga il governo a preservare la sovranità del Paese ritirando la sua richiesta di aiuto”, ha detto il capo del parlamento, Mohammed al-Halboussi.

Il premier iracheno Adel Abdul Mahdi, chiedendo al Parlamento di decidere sul ritiro delle truppe straniere dal Paese, ha spiegato ai parlamentari che “nonostante le difficoltà interne ed esterne che potremmo affrontare”, mettere fine alla presenza delle truppe straniere nel Paese “resta la cosa migliore per l’Iraq in linea di principio e in pratica”.

LA DENUNCIA ALL’ONU – L’Iraq inoltre ha fatto sapere di aver denunciato al Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite i raid statunitensi sul suo territorio, in cui è stato ucciso il generale iraniano Qassem Soleimani. Lo ha riferito Al-Jazeera, citando il ministero degli Esteri di Baghdad che ha fatto sapere di aver inviato due lettere alle Nazioni unite e chiesto al Consiglio di condannare “l’assassinio” del comandante delle brigate Quds.

LE MINACCE DI HEZBOLLAH – Una ‘risposta’ a Donald Trump e agli Stati Uniti è arrivata anche da Hezbollah. Il gruppo sciita libanese, tramite il suo leader Hassan Nasrallah, ha avvertito che l’esercito degli Stati Uniti nella regione mediorientale, incluse le basi, le navi da guerra e i soldati degli Usa, sono un obiettivo legittimo a seguito dell’uccisione del generale iraniano Qassem Soleimani. Cacciare le forze statunitensi dalla regione, ha aggiunto Nasrallah, ora è una priorità, l’esercito statunitense “pagherà” per il raid che ha ucciso il comandante dei Pasdaran. “Gli attentatori suicidi che hanno costretto gli americani a lasciare la nostra regione in passato sono ancora qui e il loro numero è aumentato”, ha aggiunto.

Il vice leader del gruppo sciita libanese Hezbollah, Sheikh Naim Kassem, ha dichiarato che gli Usa hanno commesso un “atto molto stupido” uccidendo il generale iraniano Qassem Soleimani. Kassem ha parlato dopo aver fatto visita all’ambasciata iraniana a Beirut, portando le condoglianze, e dichiarato che l’attacco degli Usa renderà Teheran e i suoi alleati più forti. “Ora abbiamo più responsabilità” e gli Usa scopriranno che “i loro calcoli” erano sbagliati, ha proseguito.