Vincenzo De Luca chiede un San Valentino e Carnevale (il primo domenica 14 febbraio, il secondo martedì 16) blindato contro il rischio di assembramenti e di “una vera e propria esplosione di contagi nel nostro Paese” in Campania e nel Paese.

Il governatore torna dunque a chiedere il pugno duro da parte dell’esecutivo e in particolare del ministero della Salute guidato dal ministro Roberto Speranza, in carica attualmente per gli affari correnti. De Luca ricorda infatti che, essendo alla vigilia di un fine settimana nel quale avremo il Carnevale e la festa di San Valentino e in un Paese nel quale “i livelli di controllo sono ridotti a zero, è indispensabile che vi siano decisioni efficaci di contenimento degli assembramenti da parte del Ministero della Salute”.

De Luca chiede di sapere “se in questi giorni avremo le strade e le piazze d’Italia nelle condizioni dello scorso fine settimana, dovremo aspettarci nelle settimane successive una vera e propria esplosione di contagi nel nostro Paese. Riteniamo urgenti e indispensabili misure nazionali di prevenzione e contenimento”.

Nelle scorse settimane De Luca aveva annunciato possibili provvedimenti per evitare gli assembramenti visti nei week end nel capoluogo campano: nel caso il suo appello al ministro Speranza non venga ricevuto, è possibile che l’ex sindaco di Salerno possa emettere una ordinanza regionale.

Un allarme lanciato nello stesso giorno in cui l’Unità di crisi regionale della Campania scrive ai sindaci dei comuni campani e ai 5 prefetti dei capoluoghi di provincia che la diffusione del virus nelle fasce di età anche riconducibile alla popolazione scolastica è in preoccupante aumento.

“Tenuto conto dei provvedimenti giurisdizionali che si sono ad oggi pronunciati sulle ordinanze regionali – si legge nella nota diffusa dall’Unità di crisi -, relativi all’attività didattica a distanza, che rimarcano la necessità di provvedimenti fondati sui dati attuali, pertinenti e rilevanti e su motivate ed ineludibile evidenze scientifiche, riferiti a specifici contesti territoriali o specifici settori di attività”, l’Unità di crisi ha elaborato “un sistema previsionale di alert al fine di individuare quei comuni, province e macroaree soggette all’incremento dei contagi, idonee ad impattare in maniera particolarmente significativa sull’incidenza della malattia stessa a livello regionale”.