Contro l’annuncio di Vincenzo De Luca di rimettere a Comuni e Prefetture la decisione do tornare alla Didattica a Distanza scendono in campo il gruppo dei genitori No Dad. Stavolta lo fa con i dati dei contagi a scuola alla mano per chiedere che venga rispettato il diritto all’istruzione dei loro figli. “Mentre a livello nazionale si dibatte su un possibile prolungamento delle lezioni scolastiche oltre i termini previsti, per il recupero dell’apprendimento dei nostri ragazzi a causa dei ‘numerosi giorni persi’ e la scuola passa in cima all’agenda del Presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi, la Regione Campania con un comunicato dell’Unità di Crisi del 9 febbraio 2021, sulla base di un presunto aumento del contagio registrato, in termini generali, nonché in ambito scolastico chiede a Comuni e Prefetture di esaminare l’opportunità di tornare alla Dad nel territorio di competenza”, denunciano in un comunicato.

In Campania le scuole di ogni ordine e grado sono state chiuse da marzo 2020 (tranne una parentesi di circa 15 giorni in presenza, a ridosso delle elezioni regionali e successivamente per brevi periodi nella scuola dell’infanzia e nelle prime due classi delle elementari) fino al 20 gennaio scorso, quando per effetto della decisione del Tar della Campania la regione ha dovuto adeguarsi alle disposizioni nazionali, con ripresa della didattica in presenza in tutte le classi delle scuole elementari e medie e successivamente anche in quelle della scuola secondaria.

Dopo neanche 20 giorni – scrivono i genitori nel comunicato – il Governatore Vincenzo De Luca lancia l’allarme sul presunto aumento del contagio nel mondo della scuola”. E passano in rassegna i numeri dei contagi a scuola dichiarati dallo stesso Governatore: “In dieci giorni di apertura, dal 25 gennaio al 4 febbraio, i primi dati forniti dalle Asl sono preoccupanti: per la fascia d’età 0-5 anni, abbiamo registrato 573 nuovi casi positivi. Nella fascia 6-10 anni, 610 casi. Nella fascia 11-13, 351 positivi. Nella fascia 14-19 anni 739 casi positivi. Complessivamente, dunque, 2280 nuovi positivi nel mondo della scuola (2273 se la matematica non è un’opinione!)”.

I genitori no Dad passano in rassegna i numeri del contagio che esemplificano in un grafico. “Nelle stesse fasce di età, in un periodo in cui le scuole erano chiuse (2-15 novembre) risulta che i casi erano circa il doppio di quelli registrati nel periodo 25 gennaio-4 febbraio (circa 5.670 vs 2.273), con una media giornaliera sempre più bassa in tutte le fasce di età, con una differenza nelle classi di età 11-13 e 14-19 di almeno il 30-50% in meno. È l’ennesimo attacco al diritto all’istruzione senza giustificato motivo. Un diritto sancito costituzionalmente è stato negato per circa un anno ai bambini e ragazzi della Campania, con grave pregiudizio non solo per l’apprendimento, ma anche per le possibilità economiche e di carriera per il futuro, socialità e salute (intesa, secondo OMS, come complessivo benessere fisico, psichico e sociale.)”.

“Confidiamo nei Prefetti e nei Sindaci affinché sia assicurata anche nella nostra Regione (ancora zona gialla) la didattica in presenza, in assenza di evidenze scientifiche e buone pratiche di sanità pubblica, razionali, e coerenti che giustificano la DAD e chiediamo che siano garantite le attività di monitoraggio, indagine epidemiologica, tracciamento dei casi e applicati rigorosamente i protocolli di sicurezza per studenti e personale, evitando frammentazione e disomogeneità sul territorio regionale”, continua la nota.

Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.