L’asta del secolo prende il via oggi alle ore 15. Per 24 ore, il Casino dell’Aurora nella Villa Ludovisi, una delle più belle dimore storiche di Roma che sorge su una collinetta tra via Veneto e Villa Medici, è in vendita online sulla base di una valutazione stratosferica: 471 milioni di euro. Ma il tribunale è obbligato ad accettare l’offerta minima di oltre 353 milioni.

A impreziosire la suntuosa villa c’è l’unico affresco murale mai realizzato da Caravaggio, il “Camerino di Giove Nettuno e Plutone o Gabinetto alchemico”. Ma la dependance seicentesca di 2.800 metri quadrati, sei piani e un sontuoso giardino, solletica l’interesse di immobiliari esteri e vecchi e nuovi mecenati. Nel Casino dell’Aurora infatti ci sono anche le cinque sale affrescate dal Guercino e poi sculture, stucchi, statue, colonne e lo splendido giardino. Il valore infatti, secondo diverse fonti, rappresenta un quarto del budget annuale del Ministero della Cultura italiano.

La lista dei partecipanti e possibili acquirenti del Casino dell’Aurora è coperta dal segreto, ma le indiscrezioni delle ultime ore riportano come, tra gli interessati, ci siano anche Bill Gates e il sultano del Brunei. I probabili acquirenti, per partecipare all’asta, hanno versato una cauzione pari al 10 per cento del prezzo offerto.

I dettagli della vendita del complesso monumentale sono sul sito ‘Fallco Aste, vendite di beni giudiziari’ che segna come prezzo base 471 milioni di euro, con un minimo di 353.250 milioni: si tratta di “un patrimonio tale da rendere di fatto l’abitazione un polo museale”. La Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma ha richiesto, tra le altre cose, il restauro dei beni architettonici ed artistici.
Ma le opere rimarranno a carico del futuro acquirente, il cui costo (valutato in circa 11.000.000 di euro) è stato detratto dal valore d’asta. “L’acquisto è soggetto alla condizione sospensiva del mancato esercizio della prelazione da parte dello Stato”, si spiega. Ed è proprio facendo leva su questa ‘clausola’ che già da tempo è stata lanciata una petizione su Change.org rivolta direttamente al ministro della Cultura Dario Franceschini per far sì che lo Stato italiano eserciti il diritto di prelazione in tempo utile e blocchi la vendita a privati della bellissima dimora, ma solo a vendita fatta. Entro 60 giorni dall’acquisto del Casino da parte di un privato, lo Stato può infatti offrire la stessa cifra con cui si è chiusa l’asta per acquisire il bene.

In caso in cui la dependance seicentesca finisse in mani private, rimarrà comunque il vincolo di aprire le porte per farla visitare a richiesta. È stata questa la volontà dell’attuale inquilina della dimora storica, la texana Rita Jenrette, terza moglie del principe Nicolò Boncompagni Ludovisi, scomparso nel 2018. Si è arrivati alla decisione di mettere all’asta il bene dopo uno scontro ereditario tra lei e gli eredi del principe Boncompagni Ludovisi.

Redazione