Ghislaine Maxwell è colpevole. Dopo quasi 40 di consiglio, la giuria ha riconosciuto l’ex compagna di Jeffrey Epstein di aver cospirato per anni, insieme al miliardario pedofilo morto suicida nell’agosto 2019 in un carcere di Manhattan, per reclutare e abusare sessualmente di minorenni. Adesso Maxwell rischia di trascorrere decenni dietro le sbarre, almeno 40 anni.

Senza esitazione, i 12 giurati del tribunale federale di Manhattan hanno ritenuto l’ex compagna di Epstein colpevole di cinque dei sei capi di accusa mossi nei suoi confronti. L’unico su cui è stata graziata è quello di aver adescato una minorenne, che ha testimoniato sotto il falso di ‘Jane’, e di averla fatta viaggiare per motivi sessuali. Per i giudici, la socialite britannica, 60 anni, fra il 1994 e il 2004 reclutò per Epstein decine di minorenni, alcune anche 14enni, convincendole a vendersi per poche centinaia di dollari. Epstein era stato accusato di aver abusato sessualmente di decine di ragazze: Maxwell avrebbe in qualche modo procacciato le giovani donne, stando sempre al suo fianco e organizzando gli incontri.

Il processo a Maxwell si è aperto il 29 novembre scorso e ha visto protagonisti decine di testimoni. Nel dipingere Maxwell, l’accusa non ha mai avuto alcuna esitazione: “è stata il braccio destro di Epstein, sapeva bene quello che stava facendo”, ha detto il pubblico ministero nella sua arringa finale, descrivendo la 6oenne, la figlia dell’editore britannico Robert Maxwell proprietario del Daily Mirror e morto misteriosamente nel 1991, come figura chiave nell’organizzazione criminale del finanziare pedofilo.

La difesa ha cercato invece di far passare la linea dell’inconsapevolezza e di dissociare la donna dalla figura del finanziere. Con il verdetto Maxwell accantona ogni speranza e dice definitivamente addio al suo vecchio e sfarzoso stile di vita, che l’ha vista per anni protagonista del jet set internazionale con alcune figure di spicco, dall’ex presidente americano Bill Clinton al principe Andrea, che sta cercando di chiudere in via definitiva l’azione civile avviata nei suoi confronti da Virginia Giuffre, la principale accusatrice di Epstein, che l’ha indotta a fare sesso con lui quando aveva 17 anni nel 2001, organizzando una serata a Londra.

Da quest’ultima trapela solo soddisfazione. “Ero affamata di giustizia da anni e oggi la giuria me l’ha data. Avendo vissuto gli orrori degli abusi di Maxwell, sono vicina alle molte altre ragazze che hanno sofferto”, ha affermato Giuffre, augurandosi che il verdetto contro la sua complice sia solo un primo passo in avanti. “Maxwell non ha agito da sola. Altri devono essere ritenuti responsabili”, ha messo in evidenza Giuffre.

Le vittime di Ghislaine Maxwell e Jeffrey Epstein sono contente del verdetto della giuria. Le loro sono lacrime di gioia dopo anni di incubo. “Sono sollevata e grata alla giuria che ha riconosciuto Maxwell colpevole dei suoi reati”, afferma Annie Fraser, una delle quattro accusatrici di Epstein che ha testimoniato al processo dell’ex socialite britannica. “Ha fatto male a molte più donne di quelle che hanno testimoniato. Mi auguro che il verdetto sia di conforto a tutte coloro che ne hanno bisogno”, ha aggiunto osservando come la decisione della giuria mostra come “nessuno è al di sopra della legge”.

“E’ un grande giorno per tutte coloro” che sono state vittime di Epstein e Maxwell, ha osservato David Boise, il legale che h rappresentato una decina delle donne abusate dalla coppia

Alla lettura del verdetto, Maxwell si è dimostrata impassibile, senza far trapelare alcuna emozione. Ma i legali della 60enne vogliono fare ricorso: “Crediamo fermamente nell’innocenza di Ghislaine. Ovviamente siamo delusi dal verdetto. Abbiamo già iniziato a lavorare sull’appello”, ha affermato l’avvocato Bobbi Sternheim.

 

Redazione